I coreani di LG puntano Allegri
LG, il colosso dell’high tech, sta brigando per portarsi via Allegri. La famosa azienda di capispalla, che sta vivendo una seconda giovinezza grazie all’ingresso nel capitale del fondo Orlando (avvenuto nel 2008) sarebbe sotto scacco, secondo rumors raccolti da Affaritaliani. Obbiettivo dei coreani è infatti rastrellare sia il 40% in pancia a Orlando sia il 60% ancora di proprietà della famiglia fondatrice.

Allegri fu fondata negli anni Sessanta dietro intuizione di Augusto Allegri, che portò a disegnare per lui nientemeno che Giorgio Armani. Poi, dopo anni di successi, il marchio subì un appannamento e l’ingresso di Orlando era finalizzato a rispolverarne l’eccellenza. Gian Maria Argentieri, il manager cui nell’ultimo periodo si deve la ripresa di Allegri, aveva avviato un completo restyling delle collezioni, affidate a Mauro Ravizza Krieger. Per la capsule più aulica, alla corte Allegri nel 2009 è stato chiamato Francesco Scognamiglio, stilista di nomea mondiale. Oltre a ciò, Argentieri aveva avviato un lavoro capillare sulla parte industriale, ottimizzando l’ingranaggio aziendale e procedendo spedito verso il pareggio di bilancio. In più, il marchio aveva registrato ottime performance negli Usa, soprattutto a New York.
Facile quindi intuire l’interesse del colosso coreano per il brand controllato da Dismi 92 SpA, con sede a Vinci: ottimo know how, allure internazionale, un fatturato globale da far crescere grazie a un’internazionalizzazione capillare.


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