L’uomo che verrà (sport-chic, vintage e...). Incursioni al prossimo "Pitti Uomo"
di Monica Camozzi
Sport-chic. Disimpegnato ma con un tocco di raffinatezza. Attratto fatalmente dal vintage. Questo, è l’uomo che si profila sullo scenario del prossimo Pitti, la fiera più importante della moda maschile che dal prossimo 10 gennaio porterà a Firenze, in Fortezza da Basso, 950 marchi, 30mila visitatori e 23mila buyers in rappresentanza di tutti i negozi e department stores più importanti del mondo. In scena, l’autunno inverno del 2012-13, che per il consumatore finale è lontanissimo mentre per chi produce moda fa già parte del presente. Come ci vestiremo? Il trend è quello che si profila, strisciante, da qualche stagione a questa parte: grande elaborazione tessile, capi destrutturati, giacche che somigliano a cardigan nel contesto casual e nel formale la riscoperta di tessuti disegnati come Principe di Galles, check, rigati. Forti, ovunque, gli aspetti jeans, i toni polverosi, i celesti caldi con overchek blu. La parola d’ordine è sobrietà. Si, ma ricercata. Tweed, shetland, scozzesi, vengono aggiornati con pattern e stampe originali.
L’uomo vira dal classico ( in grande rispolvero il doppio petto) al fantasioso. Resiste il cappotto, ancorato allo stile e capace di contrastare l’onda di field jacket, giacconi, capi tecnici cari alla popolazione che viaggia su due ruote. Lui riscopre i colori pastello: nei pantaloni, nelle sneakers ispirate all’heritage, ai pezzi forti di un tempo resi contemporanei da fogge innovative. Spiccano toni come giallo crostata, arancio e viola, da mixare ai neutri, ai grigi freddi, ai talpa, agli ardesia, oltre all’onniprensente blu in gradazioni polverose. Non è un caso se Chester Barrie, marchio della famosa via dei sarti inglese, Savile Row, torna a Pitti. Né che nomi come Alexander Mc Queen, con la linea McQ e Jimmy Choo, facciano la loro apparizione stabile a Firenze.
La moda fluttua sulla riscoperta e la valorizzazione del passato, scevro dalla pesantezza del déja vu e arricchito da un’allure nuova, dolcemente retro eppure molto maschile. Nei colori, nelle fogge. Il desiderio di sostenibilità e di etica ci mette lo zampino, facendo scivolare le nuance su toni naturali, le linee sul comfort elegante. Gallo, grande marchio di calzetteria, riscopre il casentino (tessuto della tradizione toscana) e il suo colore giallo-rosso; Xacus, marchio di camiceria, accosta agli Oxford e ai twill di cotone tele mélange dall’aspetto più sportivo, lasciando grande spazio all’indaco e alle mussole di cotone leggero, capace di stemperare i toni; scarpe come le Lotto si ispirano al mondo del tennis anni Settanta e Ottanta; Historic Research riporta in auge il montgomery della Royal Navy ma in lana tecnica (si chiama Duffel coat, dalla “duffel bag”, la sacca a tubo in tessuto utilizzata dai marinai). Per essere davvero cool: pantaloni slim, giacca appena strutturata e docile sull’anatomia, sotto un capospalla dalle fattezze sperimentali. Come propone Massimo Rebecchi. Infine, ricompare Ben Sherman, storico marchio inglese divenuto famoso negli anni Sessanta con la camicia bianca button down a micro quadri. Ora, da Carnaby Street il brand inglese vola a Firenze. Per dirci che la parola classico ha varie accezioni, tutte positive.
Pitti Uomo
Fortezza da Basso, Firenze
10-13 gennaio 2012


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