A conti fatti/ 21 settembre 2009. Giorgno della dichiarazione di default di Usa e Uk?

Mercoledì, 24 giugno 2009 - 14:45:00

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A Conti Fatti

Di Antonio Mazzone (Ceo Bancadvice.it – associato Assofinance)

Questa estate (per la precisione il 22 luglio) assisteremo, grazie ad una particolare geometria dell’allineamento terra–luna-sole, alla eclissi solare di maggior durata di tutto il secolo appena iniziato, addirittura fino a 6 minuti e 39 secondi.

Una eclissi eccezionale, per durata e posizione, che ha il suo epicentro visivo nella Cina centro meridionale. La linea di totalità è anche in una zona suggestiva e magica, vicino al Monte Emi, una delle quattro montagne sacre della Cina.

Ma la Cina è l’epicentro anche di un altro fenomeno, non meno strabiliante del primo: la fine della supremazia del “re dollaro”. Infatti è stata proprio lei la promotrice del primo summit dei paesi del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) che si è svolto una settimana fa a Ekaterinburg (Russia) dove per la prima volta:

  1. si è messo in dubbio il ruolo del dollaro Usa come valuta di riserva internazionale: infatti i quattro paesi si auspicano un "sistema valutario diversificato" che inevitabilmente potrà emergere solo in alternativa al dollaro;
  2. viene invocata una "nuova architettura finanziaria mondiale" e, anche se non nominata formalmente, una nuova divisa sovranazionale;
  3. hanno deciso, i quattro paesi, di acquistarsi a vicenda i loro titoli di debito, riducendo quindi la loro dipendenza dai titoli di debito americani.

I titoli di debito USA eccedono oggi la cifra di 100 miliardi al mese (negli anni precedenti a stento superavano i 10 miliardi). Sarà a fine settembre 2009 che le ingenti richieste di prestito di Stati Uniti e Regno Unito unitamente alla diffusa ormai diffidenza da parte dei potenziali acquirenti (dei loro titoli di debito) si combineranno e raggiungeranno il “point-break”?

Ipotizzo una data precisa: il 21 settembre 2009, giorno di chiusura del ramadan islamico. In quella data potrebbe essere annunciato il rifiuto di continuare ad acquistare titoli di debito T-Bond USA e Gilt britannici da parte non solo del BRIC, ma anche di diversi paesi del Golfo Persico, con Arabia Saudita ed Emirati Arabi in testa.

E delle difficoltà della Fed a collocare titoli di stato Usa ne ho avuto “percezione” grazie ad una notizia passata in sordina sulla stampa internazionale e nazionale: ovvero il sequestro, a Ponte Chiasso nei primi giorni del mese di giugno da parte di finanzieri italiani nei confronti di due distinti signori nipponici, di titoli governativi americani per un valore superiore a 134 miliardi di dollari.

Ora né le autorità italiane, né quelle americane hanno detto ufficialmente se sono veri o falsi. Un portavoce del Tesoro Usa li definisce falsi, ma ammette di averli visti solo su internet, mentre la Guardia di finanza italiana dice che sono praticamente indistinguibili. Un elemento certo è che i due giapponesi dopo essere stati identificati sono stati rilasciati. Se la Guardia di Finanza avesse avuto elementi per ritenere che i titoli erano contraffatti era tenuta ad arrestare i due giapponesi. Il rilascio dei due giapponesi non può aver avuto perciò luogo senza che la Guardia di Finanza avesse raggiunto la convinzione che i titoli erano autentici. In tal caso un arresto sarebbe stato illegittimo perché la mancata dichiarazione valutaria non è un reato penale, ma comporta una “semplice” ammenda amministrativa, il 40 % del valore eccedente i € 10.000 di franchigia. Questa ipotesi ha una sola possibile eccezione, il rilascio dei due responsabili, senza emissione del verbale d’ammenda, per un preciso ordine del governo italiano, determinato da ragioni di interesse nazionale.

Ma l’aspetto inquietante è proprio il dubbio della crescente e malcelata difficoltà della Fed nel piazzare i propri T-Bond al punto tale da ricorrere a bizzarre procedure di “private placement” anche per Paesi come il Giappone, notoriamente onnivoro di titoli Usa.

Ed il pensiero corre subito alle analogie di questa vicenda con quella della Banca Romana del 1889… (ma di questo ne parleremo in futuro).

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