A conti fatti/ Il risparmio e la politica

Venerdì, 16 aprile 2010 - 16:33:00

Di Luigi Gulizia (Associato ASSOFINANCE)


Nell'affrontare il tema dell'articolo torna in mente il convegno a cui partecipai nel  2001 al Palazzo delle Stelline di Milano. L'argomento era pur sempre il risparmio e la sua tutela e presenziavano, dall'altra parte del tavolo, gestori di fondi, rappresentanti della Consob e rappresentanti di una nota associazione di difesa dei risparmiatori.
Già da qualche anno era in atto una dilagante attività in tutte le banche per convogliare i quattrini dei clienti nei prodotti finanziari più svariati e gli addetti ai rapporti con la clientela erano fatti quotidianamente oggetto di tutte le pressioni possibili per realizzare i famigerati budgets loro assegnati.

Chi scrive aveva già iniziato una personale ribellione contro un sistema che si appalesava spudoratamente truffaldino perché diretto esclusivamente a gonfiare i profitti bancari sulla pelle della clientela. Naturalmente quella ribellione comportava conseguenze personali. In occasione del convegno citato chiesi allora al rappresentante Consob se si era al corrente della situazione in essere. La risposta fu la seguente: "Sa, le leggi ci sono, poi….." a questo punto levò le braccia al cielo in un gesto significativo.

Il rappresentante dell'associazione di difesa fu più sbrigativo: ignorò semplicemente la mia domanda.
Gli anni sono passati ed è successo quel che è noto a tutti preceduto da innumerevoli avvisaglie.
Nessuno, nel frattempo, aveva mosso un dito e occorreva davvero essere ciechi e sordomuti per non vedere, non sentire e non parlare. Gli è che questo Nessuno rappresentava tutti i possibili organi di controllo e di salvaguardia del famoso "risparmio", concetto, peraltro, decisamente fumoso e degno di più circostanziate individuazioni.
Gli è che questi altrettanto famosi organi di controllo erano, e sono, espressione di organi politici di tutte le colorazioni possibili dati gli avvicendamenti periodici nei palazzi governativi.

La premessa è obbligatoria allorchè leggiamo in un altro articolo che la tutela del "risparmio" dovrebbe essere in cima alla classifica delle priorità negli anni avvenire da parte della cosiddetta "politica". Non che ciò sia sbagliato ovviamente, ma gli è che, sfortunatamente, le cose stanno in modo diverso.  Andiamo allora alla radice della questione senza troppe alate parole che lasciamo volentieri ai cipigliosi economisti accademici, categoria alla quale auguriamo una definitiva e superveloce estinzione data l'assoluta inutilità, e anzi dannosità, della loro esistenza.

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