A conti fatti/ Dollaro, quella sola Usa rifilata a Bretton Woods
Inoltre, per una perversione insita nel meccanismo generale, veniva garantita una fiducia illimitata al dollaro slegata dalle effettive condizioni dell'economia ad esso sottostante.In pratica, si consentiva la stampa di carta-moneta nella quantità più idonea alle necessità degli Stati Uniti che potevano, in tal modo, ignorare il naturale obbligo di pagare le proprie importazioni con una moneta adeguatamente coperta da riserve auree secondo il vincolo della convertibilità.
Si preparava così l'avvento di un'economia di debito di proporzioni mai apparse sulla scena storica planetaria.
Nel 1969, a seguito del forte sviluppo dell'economia tedesca giunta a sopravanzare l'economia americana, la Bundesbank è costretta, come maggiore detentrice di dollari, a rivalutare il marco e una seconda volta dovrà farlo nel 1971.
La guerra fallimentare del Vietnam porta, contemporaneamente, a un'escalation inflazionistica nell'economia statunitense e all'indebolimento del dollaro sicchè, per la caduta della fiducia in quest'ultimo, negli stessi mesi del 1971 le richieste di conversione di dollari in oro sommergono la Federal Reserve. Nell'Agosto 1971, per evitare il deflusso di riserve auree, l'allora Presidente Richard Nixon dichiara la fine della convertibilità del dollaro in oro rompendo unilateralmente il Trattato di Bretton Woods.E' da questa data, quasi dimenticata o ignorata dalla stragrande maggioranza delle analisi economiche e finanziarie degli anni presenti, che prende l'avvio di una nuova fase dell'economia e del sistema monetario mondiale.
Le implicazioni di quella decisione, assunta in spregio ad accordi internazionali, appaiono ancora lungi dall'essere avvertite. La dichiarazione di inconvertibilità, infatti, era una dichiarazione di insolvenza. Ma, a parte tale considerazione, che può suonare ostica e indecente da accettare, va rilevato che, crollato il pur fittizio ancoraggio delle monete internazionali al dollaro-oro per i tassi di cambio, la conseguenza dell'atto arbitrario di Nixon è che, dall'agosto 1971, non esiste più alcuna moneta a valore oggettivo e garantito. In altre parole, tutto il sistema monetario mondiale si fonda, da allora, su carta stampata non rappresentativa di alcunchè perché poggiante sulla più colossale finzione economica storica. Anche perché, al momento, non esiste alternativa.



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