A conti fatti/ Dollaro, quella sola Usa rifilata a Bretton Woods

Mercoledì, 30 dicembre 2009 - 18:00:00

Di Luigi Gulizia (Associato Assofinance)


Nell'estate del 1944, prima della fine della seconda guerra mondiale, si riunivano a Bretton Woods, in territorio americano, i futuri vincitori del conflitto ormai alle battute conclusive. Scopo della riunione era la realizzazione di un ordine monetario internazionale che, superando il sistema di convertibilità di tutte le monete in oro a parità fissa (detto Gold Standard) ormai inadeguato alla nuova situazione post-bellica, provvedesse a una diversa regolamentazione degli scambi commerciali.

Gli Accordi di Bretton Woods si imperniarono sul dollaro americano come unica moneta convertibile in oro. Ciò, quindi, da una parte decretava la fine del Gold Standard internazionale ma, d'altro canto, attribuiva lo stesso ruolo alla moneta statunitense, cioè al dollaro-oro, secondo una parità stabilita di trentacinque dollari per oncia.
Poiché non vi era alcun'altra nazione in grado di garantire la convertibilità della propria moneta in oro, il risultato degli Accordi era il riconoscimento della posizione di soggetto dominante degli Stati Uniti in relazione all'economia mondiale.

La guerra era stata un potente agente di sviluppo per l'economia americana e il Piano Marshall, destinato alla ricostruzione dei Paesi devastati dal conflitto, permise di veicolare il dollaro sui mercati internazionali favorendo l'instaurazione di un quadro di relazioni economiche e politiche il cui motore guida era ovviamente costituito dagli Stati Uniti.Tanto più questo era vero se si tien conto che, sempre in base agli Accordi di Bretton Woods, i Paesi aderenti erano obbligati a mantenere la parità delle rispettive monete con il dollaro; tale situazione comportava, di conseguenza, l'adeguamento delle politiche nazionali agli interessi commerciali americani.
Si consideri, infatti, che l'inondazione di dollari sui circuiti internazionali, in eccesso rispetto alle effettive esigenze, determinava l'acquisto obbligato della moneta americana da parte dei Paesi aderenti i quali contribuivano così a sorreggere l'intero sistema.

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