Sessoscritto/ Follie negli spogliatoi con la pattinatrice
La vide subito, appena si avvicinò alla balaustra. Lei era nel centro della pista con il gonnellino corto che le si alzava a corolla sopra le cosce, strette nelle calze chiare, e i polpacci snelli sopra le caviglie forti sorrette dagli stivaletti bianchi in cui era incastrata la lama d'acciaio che solcava il ghiaccio. Si spostava sulla pista, scivolava sui piedi e muoveva il culo appena appena, a destra e a sinistra, ancora a destra e poi a sinistra, con spinte leggere per darsi la rincorsa, per prendere velocità e poi girare, girare, in una trottola svelta, in cui le braccia si alzavano verso l'alto, la testa andava all'indietro e il collo, come animato da vita propria, diventava il bastone d'acciaio che sorreggeva tutto il movimento di quel corpo giovane e chiaro contro la luce del ghiaccio.
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Tornò così verso l'entrata e affittò un paio di pattini da uomo, della sua misura, e neri, e ritornò poi alla grande pista. Non pattinava da molti anni e già quando lo faceva non era un bravo pattinatore, ma l'idea respirare lì, sul ghiaccio bianco, il fiato accaldato di Fiammetta e di poterne sentire l'odore acre ed eccitante del sudore, lo aveva immediatamente convinto a scendere insieme con lei sul ghiaccio. Fiammetta gli venne immediatamente incontro e lo aiutò a scendere in pista. Gli porse la mano e poi il braccio. Lui si ritrovò ad appoggiarsi leggermente a lei, come non aveva immaginato di fare, ma felice di sfiorarne la carne scoperta, in special modo quella del braccio e della coscia, che era morbida in egual misura, lui sapeva, e molto, molto bianca. Rifletteva quasi il colore del ghiaccio, ne assumeva le sfumature bluastre e lui pensava che la sua lingua rossa avrebbe guizzato felice sopra quella carne, e leccato, leccato..."Ecco, tu muovi appena la gamba, il peso del corpo appena spostato in avanti..." Sentì nuovamente che lei gli parlava e si trovò nuovamente a guardarla, mentre la ascoltava, e questa volta, poco capace di trovare una risposta adatta alle istruzioni di lei, le eseguì, e scivolò davvero sul ghiaccio, con il peso spostato un pochino in avanti. Non si sentiva neppure tanto impacciato mentre lei gli sorrideva e lo precedeva, pattinando all'indietro, muovendo in modo leggermente circolare le gambe e ottenendo, in modo quasi naturale, quel risultato. Stava girata verso di lui, con le braccia tese, quasi a volerlo sostenere o proteggere.


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Ma è solo un'opera d'arte...
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