Non c'è più religione
Se si va avanti così, agli islamici milanesi servirà una guida per sapere, di settimana in settimana, dove andare a pregare. Dopo il no secco al Palalido, arrivato tardissimo, a tre mesi dalla richiesta, per la giornata conclusiva del Ramadan (motivazione: c'è la festa del Pdl, e sarebbe interessante capire chi aveva fatto per primo la richiesta), c'è da aspettarsi di tutto. Un'estate passata tra viale Jenner, Vigorelli, PalaSharp, a districarsi tra dichiarazioni roboanti del leghista di turno, con i ministri a fare da gara a chi allontanava più islamici, Milano ha dimostrato che non sa interpretare il suo ruolo di grande città ai tempi della globalizzazione.
Una cosa è certa: la destra che la governa si dichiara contraria al laicismo, ma non garantisce nemmeno i fedeli. Sì, perché gli islamici sono fedeli. Hanno una religione monoteistica. E vorrebbero pregare. Tutte cose che dovrebbero essere note agli esponenti di una certa parte politica, ma che, evidentemente, è meglio strumentalizzare a fini elettorali. Non c'è più religione, è proprio il caso di dirlo.



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