Il partito della non coerenza
L'Udc è il partito più simpatico che c'è. In predicato di un'alleanza strategica con il centrosinistra, grazie al lavoro sotterraneo di D'Alema e Marini, è quasi sempre alleata con il centrodestra, come è capitato in Sardegna, dove l'Udc è stata decisiva. Ora, a Milano, va da sola, con un proprio candidato presidente e, giustamente, nelle file berlusconiane si afferma l'idea che l'Udc, per essere coerente, dovrebbe "mollare" tutte le amministrazioni in cui occupa cariche e poltrone insieme a Pdl e Lega.
Solo che c'è un piccolo problema: l'Udc non è coerente. Punto. Fa della propria non-coerenza l'unica arma che ha, miscelando la vecchia politica andreottiana dei due forni con il veltroniano "ma anche". Fa politica indipendente, terza rispetto ai due poli, ma anche si allea con loro. Va da sola, orgogliosamente, ma anche, orgogliosamente, governa con il centrodestra e con Berlusconi. Promette alleanze con il Pd, ma anche fa vincere i suoi avversari. Grande, Udc, il partito dei tempi nostri



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