Per i massoni del Pd polenta pasticciata

Giovedì, 10 giugno 2010 - 08:53:00

La ricetta: polenta pasticciata


Racconta Silvio Berlusconi a proposito della sua tessera della P2 ricevuta per posta: "Me la porta la segretaria dicendo: "C' è scritto che lei, dottore, è apprendista muratore...". “Ero in riunione con dodici o quattordici collaboratori: tutti scoppiamo a ridere. Ma come, dico io, sono il primo costruttore italiano di città e mi definiscono apprendista muratore? Questo non lo accetto”.
Per i liberi muratori progressisti alle prese con questo storico processo di democratizzazione e di andata al popolo e che dunque non si adonteranno dell’accostamento come fece il Cavaliere suggerisco un piatto semplice e gustoso, apparentemente ipercalorico ma adatto al fabbisogno di energia di chi debba compiere faticosi lavori manuali.
Ingredienti per 6 persone: 1/2 kg. di farina gialla a grana grossa, 300 gr. di carne di maiale, 300 gr. di luganega, 30 gr. di funghi secchi, 200 gr. di parmigiano grattugiato, 150 gr. di burro, salsa di pomodoro, sale e pepe.

Preparazione
Preparata la polenta, farla raffreddare sul marmo e poi tagliarla a fette alte 1 cm. Mettere i funghi in acqua tiepida per almeno 20 minuti per facilitare la caduta della terra attaccata e poi scolarli. Filtrare l'acqua e tenerla da parte. Tritare la carne e farla rosolare bene in 80 gr. di burro con la luganega sbriciolata, aggiungere i funghi, un po' di salsa di pomodoro, sale e pepe. Portare a cottura e, di tanto in tanto, versare sul ragù l'acqua dei funghi tenuta da parte per allungare e insaporire maggiormente il sugo. Imburrare una pirofila, sistemarvi le fette di polenta alternate a uno strato di ragù spolverizzato di abbondante parmigiano. Terminare con uno strato di polenta sul quale si metteranno soltanto fiocchetti di burro e parmigiano quindi infornare a 180° per circa mezz'ora.

Come abbinamento, niente champagne (siete democratici ora!), beveteci sopra un litro di rosso della casa, meglio se frizzantino, e fatevi portare il limoncello in tavola. Un ultimo consiglio, toglietevi il gonnellino prima di andare in trattoria, noi democratici non ci facciamo caso ma certe persone semplici come i vostri colleghi muratori potrebbero non capire…

Giustamente imperturbato dalla bonaccia planetaria che ci sta regalando una nuova epoca di prosperità e pace sociale, il PD si occupa delle pulizie di casa e, come dà argutamente conto Affaritaliani.it, discute dell’opportunità di accogliere al proprio interno gli affiliati alle logge massoniche e, per par condicio, all’Opus Dei (che in seguito non nominerò più, non si sa mai…).
Fossimo in mezzo ad una crisi economica planetaria e contemporaneamente ad una crisi generalizzata di credibilità del sistema politico in primis a causa di una diffusa corruzione bipartisan, il tema potrebbe apparire ozioso, ma visto che tutto va bene e sembra placido come la controra al sud d’estate, tanto vale spendere qualche neurone sul tema.
Non so a voi, ma quando penso alla massoneria mi viene sempre in mente l’immagine un po’ ridicola di Howard Cunningham, il corrucciato padre di Ricky di Happy Days, in grembiulino e fez leopardato mentre saluta la moglie Marion diretto agli incontri della Loggia del Leopardo, che riunisce piccoli notabili di Milwaukee ridicolmente abbigliati.

Venendo a casa nostra, al rotondetto Howard Cunningham si sostituisce nell’immaginario collettivo sulla Massoneria il più arcigno Licio Gelli, che bisogna dire che qualche disastro l’ha combinato (e forse in qualche modo continua a combinarne…).
Certo, la P2 non c’entra niente con tutte le logge d’Italia scoperte e sedicenti per bene, che tanto hanno dovuto patire per colpa di pochi (come in quel cartello appeso nei bar: per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno), ma a pelle la cosa non mi piace. Di più, conoscendo un po’ di storia d’Italia ho il fondato timore che a sdoganare la Massoneria (per non parlare di quegli altri) come istituzione democratica e addirittura compatibile con un partito di centro-sinistra (si il PD è ancora questo) si finisca per fare un favore più ai Licio Gelli che agli Howard Cunningham.

Riflettendo un po’ sul perché di questo disagio epiteliale di fronte ai compassi e ai gonnellini mentre tiravo la pasta ho avuto qualche illuminazione che mi faceva piacere condividere.
In primo luogo, purtroppo o per fortuna, siamo nel 2010 e non nel 1860. Pio IX e Mazzini sono morti, è appena uscito l’Ipad e la lotta politica non si fa più riunendo i notabili del paese in associazioni più o meno segrete, guelfe o ghibelline, attraverso le quali le elite illuminate o conservatrici governano le masse zotiche e pecorone. Si tratta oggi di una posizione reazionaria e incompatibile con qualsivoglia moderna concezione di democrazia.

In secondo luogo, mentre stiamo ancora cercando di capire fino a che livello un gruppo di amiconi si dava una mano negli affari regalando case, ristrutturazioni , mignotte e quant’altro ad altri amiconi, parrebbe più serio avviare una riflessione seria e magari perfino un po’ bacchettona, sulla liceità etica di alcune forme di lobby e di mutuo soccorso fra ricchi e potenti in un paese che tutti dicono essere bloccato da meccanismi di cooptazione delle classi dirigenti che nulla hanno a che vedere con la meritocrazia. Se certamente i massoni italiani non elaborano più piani di rinascita democratica è quantomeno lecito pensare che nel chiuso delle loro logge (pubbliche certo, ma dove e come posso iscrivermi? Il sito non lo dice…), l’avvocato, l’industriale e il medico si diano una mano e la diano ai rispettivi figli, nipoti e amanti. Tutto lecito per carità di Dio, ma la società aperta propugnata dal PD è una cosa un po’ diversa…

Da ultimo, i massoni intervistati difendevano la scelta di logge composte da soli maschi vestiti di vezzosi grembiulini. Nulla di male certo, dopo il caso Marrazzo la morale sessuale in Italia ha fatto passi da gigante, ma come la mettiamo con le quote rosa? A Giovanna Melandri l’ardua sentenza…

E TU, CHE COSA NE PENSI? D' LA TUA

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