"Io, elettore di sinistra mi astengo. Ma se mi convincete vi offro il risotto"
| La ricetta: Risotto con i filetti di pesce persico |
Tornato rinfrancato da una settimana in Mar Rosso in totale ignoranza di quanto accadeva in Italia mi sono ritrovato improvvisamente catapultato al 1992, con le tangenti e le relative liste pulite e un sacco di manifesti dai quali perfetti sconosciuti con la faccia da commercialisti sollecitavano il mio voto, ricordandomi che incombe un’altra decisiva campagna elettorale e facendomi tornare la voglia di tornare in Egitto.
Splendida vacanza, che consiglio per il mare splendido e la temperatura perfetta, anche se è stata spesso disturbata da locali che chiedevano la mancia per servizi dovuti come camillimilki qualsiasi e soprattutto funestata da un cibo pessimo. Non che non ci fosse scelta, ma la qualità era proprio scadente e alla fine il sapore tutto uguale, al punto da farmi addirittura saltare qualche pasto, cosa per me inusitata.
Anticipo i dovuti chissenefrega mettendovi a parte di una riflessione fatta mentre mi accingevo a risarcire il mio povero palato con un risottino alla milanese comme il faut.
Quella stessa sensazione di bassa qualità, immorale riciclo e illusoria varietà che aveva guastato i miei pasti egiziani mi ritornava pari pari anche guardando i faccioni 6X3 che concionavano tutti ugualmente di trasparenza, moralità, serietà ed impegno e per la prima volta ho avuto la concreta sensazione di fare come di fronte al pollo gommoso e al pesce rinsecchito e saltare un giro.
Da elettore riformista milanese e lombardo non posso dire di essermi sempre nutrito a caviale, anzi: fra democristiani riscaldati al microonde, sindacalisti bolliti senza maionese, imprenditori sciapiti, ho sempre seguito quel precetto delle mamme ai bambini svogliati di fronte ai cibi che non gli piacevano: mangia (vota) e taci.
Ma oggi non ho più l’età per ingozzarmi di patatine fritte e candidati bisunti in olii sempre più vecchi e scadenti, so che non morirò di fame né vedrò gli unni bivaccare nel Duomo anche se per questa volta salterò il pasto e invece di votare andrò in campagna. Proprio perché il voto (come il cibo) è una cosa seria, al limite del sacro, stavolta non mi sento di regalarlo al primo che passa solo per celebrare un rito sempre più stanco, soprattutto in presenza di un’offerta invero misera.
Impossibilitato a votare Formigoni per atavica allergia ai ciellini e cronica diffidenza verso chiunque resti per più di dieci anni nella stessa posizione, ho già detto della candidatura Penati che mi sembra sempre più una scelta a perdere senza slancio, creatività e soprattutto senza alcun progetto per dare vita ad una nuova classe dirigente democratica locale al posto dell’attuale disastro. Per questo, augurandomi in sostanza la sconfitta di tutti i candidati, penso seriamente di non andare a votare, non per qualunquismo ma per triste e consapevole scelta democratica.
IL CONCORSO
Visto però che è bello anche cambiare idea e che Affaritaliani.it ospita così magnanimamente i miei sproloqui cuocheschi, vorrei lanciare un modestissimo concorso: se qualcuno, candidato o cittadino, riuscirà a convincere me (e immodestamente credo anche tanti altri che sono dello stesso avviso) ad andare a votare, mi impegno solennemente a cucinargli a domicilio la ricetta di questa settimana per due persone. Una sola la regola del gioco, è vietato usare argomenti banali o scaduti tipo “potrebbe essere l’ultimo voto” o fare appello ad inesistenti pericoli rossi e neri (dopo 16 anni di ammucchiate antiberlusconiane siamo ancora vivi, ma soprattutto abbiamo già dato).
... E I POLITICI DI SINISTRA RISPONDONO
Nicola Latorre (Pd) ad Affari: "Il motivo delle comprensibili amarezze dell'elettore dovrebbero rafforzare le ragioni di un impegno e di un voto. Il Pd, nel rispetto di alcune regole fondamentali, nella scelta dei candidati quanto nell'impostazione concreta delle campagna elettorale, ha fatto delle scelte che possano rispondere alle giuste e legittime aspirazioni di una politica nuova e di una politica rispettosa delle regole. Mi sento di dire una cosa che si diceva nel passato e che ahimè non si dice più: chi non partecipa attivamente si assume anche la responsabilità di favorire un processo di arretramento politico e culturale. Non credo che la situazione di oggi possa essere paragonata agli anni di Tangentopoli. I fenomeni che emergono pongono un problema. Ci sono segnali di un degrado che va contrastato proprio rilanciando la centralità della politica. Il Pd ha bisogno di persone che hanno quella passione". La Bonino è in sciopero della sete e si parla di un Pd scontento per la strategia che sta portanto avanti la candidata radicale... "Intanto ho grande rispetto per la Bonino e gli esprimo tutta la mia personale solidarietà. Questo è il tempo in cui occorre parlare con le persone, convincere gli elettori, spiegare il senso di un proposta. Anziché fare scioperi è il tempo di nutrire l'elettorato di quelli argomenti che li convincano a sistenere la candidatura della Bonino, la coalizione di Centrosinistra e le liste del Pd". 
Nicola Latorre
Massimo Cacciari (sindaco di Venezia) ad Affaritaliani.it: "Chi non va a votare ha sempre torto. Si affida agli altri, è letteralmente un irresponsabile. Se la situazione è grave, se ci sono questioni come quelle che stanno emergendo, a maggior ragione bisogna andare alle urne per scegliere almeno il meno peggio. Più grave è la situazione più uno con il sale in zucca sarà portato a esprimere il proprio parere e il proprio voto". 
Massimo Cacciari
SU AFFARI LA RISPOSTA DI PIETRO BUSSOLATI, CANDIDATO DEL PD AL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO - Caro Paolo, sarà che amo il persico più delle trote, sarà che è quasi ora di cena, ma ho deciso di risponderti. Il malessere che tu esprimi è lo stesso di molti, io invece ti chiedo di non rinunciare ad un tocco di originalità: vota convinto di poter cambiare. La situazione è certamente drammatica, Formigoni&Lega sono come quei ristoranti che hanno vissuto un passato glorioso ma ora cascano a pezzi e noi a volte ci accontentiamo un po' troppo spesso di pescare sempre negli stessi laghi. 
Pietro Bussolati
Ma è forse SOLO in queste occasioni, dove tutto sa di stantio che possono nascere idee per il menù. Questo il mio obbiettivo: una campagna con pochi soldi e tante idee concrete e fattibili. Un esempio? Io ho proposto di trasformare un fondo che oggi aiuta solo chi ha già i soldi per comprare una casa, in uno che sostenga davvero le giovani coppie, anche se vanno in affitto. Soldi già messi a bilancio ma usati male. Cambiare è possibile.
Quindi io rilancio, rinuncio alla tua cucina a domicilio e ti propongo: incontriamoci, discutiamo di politica, di idee e di riforme e inventiamoci un'iniziativa culinaria-politica insieme.
Se non vuoi scegliere i soliti. Provami.
![]() Maurizio Baruffi |



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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