Opinioni di un cuoco/ Fumante come un bollito...

di Paolo Manfredi
Ieri mattina mentre preparavo le verdure per il bollito misto, una paziente sinfonia di pezzi di carne diversi e verdure e mano santa in questa stagione fredda e tecnocratica, riflettevo sulla breve scintillante parabola dell'archistar Boeri nell'empireo della politica milanese e sulla sua (sinora) mesta caduta.
Trovavo tutta la vicenda piuttosto interessante e molto indicativa del tempo politico presente, al di là delle sciocchezze che quasi tutti i giornali hanno scritto a proposito delle incompatibilità carattere a spiegazione del patatrac tra Boeri e il dolce (?) Pisapie (ché il vostro cuoco è anche e soprattutto uno storico di formazione annalistica e crede ai fenomeni politici più che alla ciclotimia).
Vicenda interessante anche perché impaginata dopo le lenzuolate agiografiche sui protagonisti buoni del golpetto democratico che ha congelato la nostra democrazia parlamentare con il plauso di quasi tutta l'opinione pubblica e soprattutto di quel partito grande, grosso e ciula (ingenuo) che è il PD. Lì pensavo, nel suicidio consensuale della dialettica parlamentare ben più che nelle minchiate dei giornali sui due esponenti della sinistra milanese radical chic così diversi e così uguali, risiedeva la spiegazione vera della prima crisi politica del centrosinistra arancione al governo di Milano (perché crisi politica è e rimarrà, al di là dei pompieri e delle soluzioni di facciata che verranno trovate).
La melassa riversata su Monti, re taumaturgo dell'economia italiana, è molto più parente della melassa riversata su Pisapia (e tempo addietro su Berlusconi) di quanto la stampa che la melassa la produce e la spalma non voglia fare credere. E' la definitiva vittoria culturale e politica di quel "Ghe pensi mi" tanto vituperato quando a pronunciarlo era Berlusconi e tanto normale ora che lo praticano i sindaci arancioni (De Magistris e Pisapia) o l'inossidabile tecnocrate grigio ferro che ha commissariato la politica nazionale.
Certo, Boeri è un po' spocchiosetto ma ha preso 13 mila preferenze personali ed è l'unico esponente di peso culturale e professionale in una giunta quasi tutta di soldatini, molti dei quali diretta espressione del Sindaco. Il quale Sindaco sta interpretando al meglio possibile lo zeitgeist, lo spirito prevalente in questa stagione politica che, stanca dell'inutile e inefficace chiacchiericcio fra i partiti, sta abolendo la dialettica parlamentare e di maggioranza per consegnarsi direttamente al Conduttore (Berlusconi, Monti, Pisapia, la differenza è più di forma che di sostanza). Ecco allora che al rappresentante dell'azionista di maggioranza si può rispondere a brutto muso che il Sindaco non tratta e ritirargli le deleghe perché l'unica dialettica politica che il Sindaco accetta è la mattina allo specchio mentre si fa la barba.
Straordinario è poi il fatto che l'azionista di maggioranza (il PD) dica che effettivamente ha ragione il Sindaco, MA ANCHE Boeri che è una risorsa e bla, bla, bla..., sempre fedeli al motto di non disturbare il manovratore, anche se il manovratore ti sta manovrando contro. Personalità ben più pesanti di Boeri (da Benedetto Croce a Leonardo Sciascia) hanno dato il loro contributo alla politica senza che gli si chiedesse di stare sempre allineati e coperti. Altri tempi, mi si dirà.
Certo, ma personalmente non sono incline ad affidarmi mani e piedi a chicchessia e personalmente mi sento più tutelato se qualcuno, magari un po' troppo rockstar ma legittimato democraticamente oltre che intellettualmente, interloquisce da pari con il Sindaco, con il rischio magari che abbia qualche idea migliore della sua, o che comunque porti all'attenzione del Principe anche posizioni diverse dalle sue. Si chiama politica, c'era anche prima di Berlusconi e, Monti permettendo, ci sarà anche dopo. Ne parlano male ma alla fine non se ne può fare a meno. Provatela e non ve ne pentirete.
La ricetta: bollito misto
Il bollito è un piatto molto politico e molto democratico, direi proporzionalista, nel quale ogni componente è fondamentale ma pesa in ragione del proprio contributo. In un buon bollito Pisapia (il Manzo), Boeri (il Vitello) e Maran (il Sedano), convivono armoniosamente e, laddove uno si dimettesse o prevaricasse sugli altri, non sarebbe più un buon bollito, ma la Giunta comunale di Milano. Ingredienti 600 g di polpa di manzo per bollito, 500 g di biancostato di vitello , 400 g di testina di vitello, 1 lingua di vitello, 1 gallina o cappone, 1 cotechino, 1 Carota, 1 Cipolla, 1 gambo di Sedano, una manciata di Sale Mettete sul fuoco una pentola con almeno 3 litri di acqua fredda, aggiungete le verdure e la carne di manzo, salate, abbassate la fiamma e cuocete per un'ora; quindi aggiungete la carne di vitello, la lingua, la gallina, la testina. Continuate la cottura a fuoco basso fino a quando le carni saranno cotte. A parte cuocete il cotechino in acqua non salata. Scolate le carni, tagliatele a pezzi, disponeteli su un piatto da portata, contornate con le fette di cotechino. Servite con salsa verde, mostarda e verdure cotte al vapore. Beveteci sopra un bel rosso frizzante (tipo Bonarda o Lambrusco) che sgrassi la carne e magari offritene un bicchiere ai due litiganti che è meglio che torni la pace a sinistra. Non sia mai che Bersani si svegli e poi chi lo fa riaddormentare più…


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