Expo, "Berlusconi al posto di Stanca"
Cinici e induriti come ormai siamo, non sprecheremo troppi fazzoletti per la prematura dipartita di Lucio Stanca, manager foggiano che incassava all'americana e gestiva alla romana, dalla poltrona di Expo 2015. Di questo uomo della Provvidenza si ricorderanno soprattutto le improvvide polemiche sulla sede della società, la personalissima teoria del salario (suo) come variabile indipendente dai risultati e la strenua difesa del suo incarico da parlamentare come autodifesa preventiva verso possibili guai giudiziari e fringe benefit alla stregua dell'auto aziendale. Un po' pochino come curriculum per chi doveva sollevare le sorti di una manifestazione così fondamentale per il futuro di Milano e ad oggi così tristemente relegata al triste destino di flop annunciato, sbiadito come le bandierine con il logo dell'Expo che con logica enigmistica il Comune di Milano fa comparire ogni tanto per le strade della città. L'uomo poi, tendenzialmente burbero se non apertamente incazzoso, è sembrato dall'inizio il contrario di quella figura di motivatore essenziale per pilotare una manifestazione così complessa e così necessaria a risvegliare una città da tempo sopita e che avrebbe dovuto sfruttare questa occasione (in se un baraccone antistorico e antieconomico) per liberare energie all'interno e attirare la curiosità dall'esterno.
A parziale discolpa per il fallimento del nostro top manager della Capitanata, c'è stato sicuramente un clima pesante e generalizzato di lotte intestine fra le istituzioni milanesi che ha coinvolto anche la vicenda Expo e l'aspetto fondamentale dei danée, triste capitolo di un'ancor più triste guerra feudale fra le mezze figure che gestiscono Milano in attesa o in mancanza di altro. Un clima che temiamo continuerà anche oggi che il nostro condottiero ci lascia per tornare ad essere a tempo pieno legislatore per essere sostituito da qualche nuovo Carneade che fra qualche mese si lamenterà di avere pochi soldi e le mani legate.
Spinto da spirito civico e curiosità di vedere realizzato il megaorto di Boeri vorrei avanzare una proposta alternativa per un successore di Stanca in grado di vendere finalmente l'Expo ai milanesi e al mondo e di sbloccare l'impasse economico-istituzionale che ne mette in discussione addirittura la realizzazione: affidarlo a Silvio Berlusconi. Milanese, alieno alla fatica, il nostro premier è oggi, dopo la scomparsa di Guido Angeli, il migliore imbonitore su piazza e certamente darebbe al marketing di Expo quel qualcosa in più che ad oggi è macato. Non solo, ansioso di inaugurare i padiglioni con Putin e di conoscere le hostess, Silvio non permetterebbe mai di fare le nozze con i fichi secchi, a costo di mettere di mezzo la protezione civile. Soprattutto, poi, in quanto datore di lavoro dei due signorotti e della signorotta che si fanno la guerra bloccando Milano, sono certo che Silvio saprebbe riportare l'armonia istituzionale attorno ad un progetto forte: il suo. Per questi motivi l'accorato appello che viene dalle cucine è "Silvio for Expo: meglio un comico di dieci ragionieri".
La ricetta: Torcinelli. Furioso come un Domenech prematuramente mandato ai giardinetti di Montecitorio, speriamo che il nostro Lucio Stanca possa trovare una qualche consolazione in un piatto povero ma sincero della sua terra, emblematico di quella cultura agricola dalla quale il giovane Lucio si staccò per fare una straordinaria carriera. Una cultura verso la quale, mi piace credere romanticamente, anche il roccioso e cosmopolita uomo del fare guarda ogni tanto con nostalgia nei momenti di sconforto. Ingredienti: 500 gr di interiora di agnello (”zippa”, cuore, polmone, fegato e milza), prezzemolo tritato, pepe nero, 2 limoni, pecorino grattugiato, alloro, sale. Lavate ripetutamente le interiora con acqua corrente, strofinatele bene con il sale ed il succo dei limoni e risciacquatele nuovamente. Fate asciugare la carne. Affettate le interiora a strisce e poggiate ogni singolo pezzo sopra ai filamenti di “zippa” (peritoneo), aggiungete il prezzemolo, il sale, il pepe e spolverizzate un po’ di pecorino grattugiato. Chiudete il tutto con la stessa “zippa” annodando bene i due lembi, utilizzate degli stecchini di legno per infilare ad uno ad uno i torcinelli e le foglie di alloro. Cuoceteli sulla brace (il massimo sarebbe sotto i carboni ardenti) per qualche minuto e serviteli bollenti. Beveteci sopra un bel Cacc'e Mmitte di Lucera e state sereni, non avrete nutrito il pianeta come diceva lo slogan dell'Expo, ma voi sarete nutriti a meraviglia...



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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