Di Pietro/ Dalla merda d'artista ai peti nello spazio
| La ricetta: sagne e ceci
Ingredienti: 400 grammi di sagne, 200 gr. di ceci secchi, un bicchiere di olio di oliva, 2 spicchi di aglio, una cipolla, un rametto di rosmarino, 100 gr. di gambuccio di prosciutto, un peperoncino, prezzemolo, una gamba di sedano, sale. Pulite i ceci, lavateli e metteteli a bagno per dodici ore in abbondante acqua con un pizzico di sale ed uno di bicarbonato. Trascorso questo tempo, sciacquateli e fateli cuocere a fuoco moderato in una pentola di terracotta coperti d’acqua bollente. Unite il rosmarino ed aggiungete qualche mestolo di acqua bollente se quella di cottura dovesse asciugarsi troppo. Intanto preparate il condimento: in un tegamino fate un soffritto di prosciutto, cipolla, aglio e prezzemolo, versate questo soffritto nei ceci insieme al peperoncino e fateli insaporire alcuni minuti. Lessate al dente in abbondante acqua salata, le sagne, scolate, versatele nella pentola in cui bollono i ceci e lasciatele riposare in modo che assorbano bene tutti i sapori. Beveteci sopra un bel Tintilia alla salute del Tonino nazionale, perché le braccia rubate all’agricoltura possano un giorno farvi sereno ritorno. |
| Idv, Di Pietro confermato presidente: "Basta protesta sterile, pronti a governare" FORUM/ Come giudichi la politica di Antonio Di Pietro? |
Ecco allora il cantante maudit in ritardo che prima fa il figo con la cocaina antidepressiva e poi va da Vespa a dire che si sta già disintossicando, il Presidente della FIAT che nega di avere ricevuto aiuti di Stato, il Presidente del Consiglio che fa contemporaneamente il filo-israeliano in Israele e il filo-palestinese in Palestina (perché fare fatica ad avere una politica estera? Buongiorno e buonasera e vai d’accordo con tutti). In questa plastica rappresentazione di quel detto meridionale secondo il quale “le parole della sera non sono mai quelle della mattina” poteva forse mancare il più colorato e postmoderno dei nostri leader politici, Tonino di Pietro?
No, non poteva e infatti con il Congresso dell’Italia dei Valori appena chiuso l’ex PM ha di nuovo alzato l’asticella del possibile verso nuove altezze. Certo, l’antipasto era stato corposo, con tutto il partito in piedi ad applaudire il discorso di quell’”imputato” Vincenzo De Luca che solo due giorni prima Di Pietro invitava a “impiegare il suo tempo a difendersi nei processi” ma la nuova linea del partito dei questurini va ancora oltre e Tonino è riuscito ancora a stupirci.
Tirata fuori dal congelatore (in politica non si butta via niente) una formula fresca fresca come “partito di lotta e di governo” (copyright Palmiro Togliatti, 1944), ecco il capopopolo di tutto l’anti-berlusconismo più livoroso, il teorico della politica come prosecuzione del mercato del pesce, il rapper del mafioso-piduista-fascista-Videla-corrotto-e-corruttore-tuttingalera, rivelare ai suoi accoliti che “è finito il tempo della sterile protesta e comincia quello della grande responsabilità di governo che vogliamo”. E la lotta senza quartiere al regime ed ai suoi ascari? Antichi! Quella andava bene ieri come i pantaloni a zampa di elefante e le giacche a tre bottoni, oggi invece si deve “mettere in campo un'azione politica di contrasto e anche di stimolo al governo”, almeno fino alla prossima dichiarazione in cui saranno tutti di nuovo mafiosi, criminali e piduisti...
Che vergogna, ho pensato, ma poi ho capito che c’era di più. Forse, semplicemente, quello che alle orecchie di un cuoco conservatore sembra paraculismo senza vergogna e segno di una classe dirigente scandalosa in tutto l’arco costituzionale non è più politica, è arte e Tonino è un nuovo Marinetti. Arte ipercontemporanea che rompe con qualunque monumentalità per sposare il concetto di società liquida superandolo al contempo per approdare al definitivo stato gassoso. Dopo la merda d’artista, è il momento dei peti nello spazio...

Il congresso dell'Italia dei Valori
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