Job cafè/ Moms@Work, nuovo canale tra mamme e aziende
Di Rosamaria Sarno
| Job cafè/ Un fiocco in azienda |
L’obiettivo è da un lato quello di aiutare donne qualificate e motivate a rientrare, o a trovare il proprio spazio, nel mondo del lavoro e dall’altro di aiutare le aziende a capire e a cogliere i vantaggi, anche economici, del lavoro flessibile. Fornendo ad entrambi servizi di recruitment e consulenza specializzati.
“Nel nostro Paese solo una donna su quattro ha un part-time e spesso anche poco qualificato”, afferma Cecilia Spanu, responsabile del progetto. “Questo perché gli strumenti di flessibilità e conciliazione nel mondo del lavoro sono ancora poco conosciuti e utilizzati dalle aziende, che li percepiscono come un costo anziché un’opportunità. In realtà diversi studi internazionali dimostrano che le politiche di flessibilità lavorativa hanno un alto rendimento sugli investimenti (Roi) e riducono sensibilmente turnover e assenze dei dipendenti, migliorando quindi le performance aziendali”.
Ispirato ai servizi di origine americana e anglosassone che già da tempo intermediano domanda e offerta di lavoro, il progetto Moms@Work si è concentrato nella prima fase nella creazione di una banca dati di profili di professioniste qualificate, di cui oltre la metà in possesso di una laurea, un’esperienza professionale media di circa dieci anni e per la maggior parte provenienti dall’area amministrativa, dal marketing e dal product management. Il progetto non è riservato comunque solo alle mamme manager, come ci conferma Spanu. “È per tutte le mamme qualificate e motivate che vogliono rientrare nel mondo del lavoro o vogliono ridefinire i tempi del proprio impegno professionale”.
Attualmente è in via di costruzione il database di aziende disponibili alla sperimentazione. Costruito il database aziendale, i consulenti Gi Group procederanno nel matching delle disponibilità lavorative delle madri con le opportunità offerte dalle aziende seguendone l’iter d’inserimento lavorativo e occupandosi anche di raccogliere i feedback e i suggerimenti per strutturare e sistematizzare il servizio in modo capillare.
Ma in che modo verranno sensibilizzate e coinvolte le imprese per un’eventuale adesione al progetto? E, una volta messe in contatto con le mamme che aspirano a entrare – o a rientrare – nel mondo del lavoro, quali ulteriori servizi di supporto verranno offerti?
“Le aziende”, spiega Spanu, “avranno accesso, tramite il sito, a informazioni puntuali e aggiornate su normativa, bandi e premi relativi al tema della conciliazione tra vita privata e lavorativa. Potranno inoltre consultare i casi di best practice aziendale dove la conciliazione è una realtà di successo, nonché gli studi e le ricerche internazionali che affrontano l'argomento. Si potranno infine iscrivere alla newsletter per tenersi aggiornati. Dal punto di vista operativo, oltre ad avere accesso a un database di mamme qualificate e motivate, le aziende potranno anche ottenere consulenza sui temi della flessibilità (finanziamenti, progetti di legge, modalità e strumenti di avere flessibilità in azienda) ed entrare a far parte di un network molto dinamico. C'è per esempio la possibilità di segnalare in homepage le aziende che partecipano al progetto e di fare interviste video per presentare il proprio caso aziendale. Il progetto può, da ultimo, fornire un posizionamento strategico all'azienda anche in termini di marketing e comunicazione (visibilità) e di networking (a livello locale e istituzionale)”.
Le mamme che desiderano entrare a far parte del progetto e le aziende interessate a questo nuovo servizio di intermediazione professionale potranno trovare tutti i riferimenti e le modalità di contatto con Gi Group sul sito internet www.momsatwork.it a partire da oggi, 8 marzo, oppure scrivere a info@momsatwork.it



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