Job cafè/ Wedding planner, il business dei fiori d’arancio
Di Rosamaria Sarno
Non c’è dubbio: organizzare il proprio matrimonio è per una coppia un grande stress. Bisogna scegliere gli abiti giusti, la location per il ricevimento, l’allestimento della chiesa, le partecipazioni, il menu del pranzo o della cena, la luna di miele... Spesso la sola idea spaventa i nubendi che, presi dai numerosi impegni lavorativi e personali, riescono a fatica a trovare il tempo e le forze per pianificare tutto con calma e competenza. Ma niente paura: in loro aiuto arriva l’esperta del settore, la wedding planner. Anche da noi, dopo gli Stati Uniti dove è ormai una figura affermata da tempo, l’organizzatrice di matrimoni è sempre più richiesta e la sua è diventata una professione dalle prospettive interessanti per coloro che desiderano intraprendere un’attività autonoma. Ce lo conferma Chiara Parrini, che con Simona Malcovati ha fondato quattro anni fa a Pavia l’agenzia Chicchi d’arancio (www.chicchidarancio.it). In seguito poi alle crescenti richieste da parte di giovani donne di tutta Italia su come diventare un’esperta in questo campo, non solo hanno scritto insieme il libro “Professione Wedding Planner” (Franco Angeli) in cui svelano segreti e suggerimenti per svolgere questa nuova professione, ma hanno anche attivato specifici corsi di formazione sia in aula sia on line. Anche dalla Spagna arrivano proposte interessanti (www.anacurbelo.com/bodas) per chi vorrebbe un matrimonio da rivista.
![]() Chiara Parrini |
Che cosa fa esattamente la wedding planner e perché si ricorre alle competenze di questa esperta?
"La wedding planner è una consulente che aiuta “in toto” o solo in parte gli sposi nell’organizzazione delle loro nozze. A partire dalla ricerca della location fino al viaggio di nozze, la wedding planner sottopone agli sposi soluzioni in grado di soddisfare le diverse esigenze, sempre con un occhio di riguardo al budget massimo di spesa preventivato. Grazie a un’attenta pianificazione e dunque nel massimo rispetto delle tempistiche, la consulente accompagna i suoi clienti al grande giorno senza ansie e stress inutili. La wedding planner conosce tutto sulle tradizioni e sull’etichetta del matrimonio ma è anche costantemente aggiornata sulle ultime mode ed è quindi in grado di trovare idee e soluzioni originali per tutti i tipi di sposi".
Quali spazi occupazionali ci sono per questa figura professionale? Come sta andando il lavoro in questo periodo e quali sono le previsioni?
"Quella della wedding planner è una carriera in espansione che continuerà a crescere nei prossimi anni. Lo dimostra, da un lato, il fatto che le coppie, impegnate sul lavoro e con meno tempo a disposizione da dedicare ai preparativi delle proprie nozze, si rivolgono sempre più a questo tipo di consulenza (ogni anno curiamo circa 15 matrimoni); dall’altro la richiesta di formazione nel settore in fortissima crescita. Tantissime giovani donne tra i 25 e i 40 anni si sono rivolte a noi negli ultimi quattro anni per sapere come fare a intraprendere questa professione ed è per questo che abbiamo sviluppato un canale dedicato alla loro formazione".
Quali attitudini personali e che tipo di formazione deve avere una brava organizzatrice di matrimoni?
"Tra le doti “innate” di una wedding planner, certamente la più importante è la capacità di problem solving di fronte a situazioni che rischiano di compromettere la riuscita della cerimonia. Grande predisposizione alle relazioni interpersonali, unita a pazienza e flessibilità (anche oraria), completano il profilo della “perfetta” wedding planner. Quanto alla formazione, un titolo di studio in pubbliche relazioni o organizzazione eventi aiuta certamente anche se non è fondamentale. Partecipare a un corso specifico in wedding planning permette invece di tastare direttamente sul campo questa professione affascinante".
Una curiosità: ci sono solo wedding planner donne o c’è anche qualche maschio?
"Quello della wedding planner è un lavoro prettamente al femminile. Pochissimi sono gli uomini – e si potrebbero contare sulla punta delle dita – che svolgono questa professione o che si accingono a intraprenderla. E ciò vale da noi, in Italia, ma anche all’estero dove questo lavoro esiste da più anni ed è più sviluppato".



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