Job cafè/ Ingegnere elettronico, un innovatore creativo
Di Rosamaria Sarno
| Job cafè/ Il calendario della formazione manageriale – maggio 2010 |
Professor Ripamonti, che cosa fa esattamente l’ingegnere elettronico?
“Devo innanzitutto sottolineare che l’elettronica è presente in tutte le applicazioni, dalle automobili, in cui una percentuale anche del 60% del valore aggiunto è tecnologia dell’informazione, al risparmio energetico, dalla microelettronica alle nanotecnologie. L’ingegnere elettronico fa soprattutto innovazione, inserisce quel qualcosa in più che rende nuovo il prodotto: ad esempio nelle piccole industrie è spesso colui che innova un prodotto ‘tradizionale’ e quindi acquisisce il ruolo del ‘responsabile dell’innovazione’. Va poi posto l’accento sulla continua evoluzione di questa professione: dagli anni ’30 abbiamo visto il passaggio fra tecnologie completamente diverse: passare dalla valvola al transistore al MOS, al circuito integrato, dall’analogico al digitale ha richiesto un costante cambiamento nel modo di ragionare, di progettare e di realizzare le cose. Ciò continuerà nel futuro. La formazione universitaria è quindi orientata all’acquisizione di quelle basi culturali che consentono di intraprendere il necessario, continuo lavoro di aggiornamento, ragion per cui è quella che meglio risponde alle esigenze di persone che non amano ‘sedersi’, ma preferiscono fare cose ed esperienze sempre diverse”.
![]() Giancarlo Ripamonti, Ordinario di Elettronica del Politecnico di Milano |
Sono richieste attitudini specifiche?
“Il requisito fondamentale per operare in questo campo è la creatività, la capacità di riuscire a vedere le cose in maniera qualitativa e non solo quantitativa. L’ingegnere elettronico non ‘naviga’ nelle formule ma nelle cose, è una persona che deve essere in grado di tirar fuori dalle cose le formule giuste, in pratica deve prima capire il perché delle cose e immaginarsele nella mente. Ecco perché l’ingegneria elettronica è la più concreta tra le ingegnerie dell’informazione. Va aggiunto che questa attitudine mentale, che lo studio potenzia e affina, permette anche di affrontare con successo mansioni di tipo dirigenziale”.
Che tipo di formazione è prevista?
“La laurea triennale fornisce una base di conoscenze scientifiche e tecnologiche e di ingegneria di base e una più approfondita preparazione di ingegneria elettronica. È una formazione anche operativa, che permette di utilizzare apparati e sistemi elettronici in vari ambiti applicativi, dai controlli industriali alle comunicazioni, sensoristica e strumentazione elettronica. Il laureato magistrale (con un curriculum di 5 anni, oggi ottenuto con laurea e laurea magistrale in 3+2 anni) ha avuto l'occasione di approfondire problematiche di progettazione e ricerca, ed è dunque un ingegnere che può inserirsi in ambiti scientifici e industriali di alta tecnologia su un ampio arco di tematiche, dai circuiti integrati submicrometrici ai sistemi di comunicazione e controllo, alle applicazioni in medicina e nanobiotecnologie; dai dispositivi micro e nanoelettronici ai laser e loro applicazioni”.
Quali sono gli sbocchi occupazionali? In quali settori?
“È vivace e consolidata la richiesta di competenze professionali di elettronica e optoelettronica da parte di un gran numero di industrie di diverse dimensioni ed ambiti: dalle grandi multinazionali alle piccole e medie imprese, da industrie produttrici di elettronica ad altre industrie assai diversificate, ma accomunate da una estesa utilizzazione di apparati, sistemi e tecnologie elettroniche.
È significativa inoltre la richiesta di laureati elettronici da centri di ricerca scientifica e tecnologica in ambito nazionale ed europeo”.
Quali specifiche opportunità si presentano per i laureati di primo livello e per quelli che conseguono la laurea magistrale?
“Coloro che hanno conseguito la laurea triennale trovano sbocchi in imprese di progettazione e produzione di componenti, apparati e sistemi elettronici e optoelettronici, così come in industrie manifatturiere varie, imprese di servizi e settori delle amministrazioni pubbliche che applicano tecnologie e infrastrutture elettroniche per il trattamento, la trasmissione e l’impiego di segnali in ambito civile, industriale e dell’informazione.
I laureati specialisti hanno opportunità negli stessi ambiti della laurea triennale, ma raggiungendo posizioni e compiti di maggiore responsabilità grazie alla preparazione più approfondita, che li mette meglio in grado di produrre innovazione oltre che gestirla. Sono inoltre maggiormente in grado di avviarsi ad attività professionali autonome di consulenza tecnico-scientifica, nonché di inserirsi in attività di ricerca scientifica e tecnologica con mansioni anche dirigenziali, con una formazione che li rende competitivi anche in ambiti più vasti di quello nazionale, a cominciare dagli ambiti europei ove è più vivace e rilevante il ruolo della tecnologia e dell’innovazione”.
Per maggiori informazioni:
· ANIE - Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche, www.anie.it
· http://www.orientamento.polimi.it/corsi_ing/elettronica/elettronica.php Tutte le informazioni sul Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica del Politecnico di Milano
Ulteriori approfondimenti sulle specializzazioni ingegneristiche che hanno le maggiori opportunità occupazionali si possono trovare nel libro “Job 100- Le professioni più richieste dal mercato del lavoro”, edito da Aliberti Editore, acquistabile anche on line su www.ibs.it



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