Job Cafè/ Donne e carriera, ce n’è ancora di strada da fare!

Lunedì, 2 febbraio 2009 - 12:55:00

Di Rosamaria Sarno

Job Cafè/ Spazio in azienda all’enviromental risk manager

Job Cafè/ Il calendario della formazione manageriale – febbraio 09

Donne e carriera: un binomio ancora difficile. Pur guadagnando posizioni, la presenza femminile ai vertici aziendali stenta infatti ad affermarsi e sono tuttora numerosi gli ostacoli che ne frenano la crescita. Che cosa si è fatto finora e cosa si dovrebbe ancora fare per supportare le donne che mirano a conciliare lavoro e famiglia senza perdere l’opportunità di uno sviluppo professionale? Ne parliamo con Flaminia Fazi, presidente di U2Coach, società di consulenza, formazione e coaching, e vice presidente di Assoknowledge - Associazione di categoria di Confindustria su Knowledge ed Education, con delega sull'Equality. U2Coach propone da diversi anni interventi di consulenza e di formazione sul tema della diversity, dell'inclusione, delle donne e la leadership, e su come conciliare la vita privata e quella lavorativa in caso di maternità.

Quali sarebbero, a suo avviso, gli interventi più adeguati per sostenere la carriera delle donne in azienda e nel mondo del business?
"I comportamenti delle aziende sono estremamente influenzati dalla cultura dominante che ancora vede la donna come l'eletta alle attività di cura in antagonismo al lavoro. Sul fronte aziendale sarebbe necessario che fosse rivista l'organizzazione del lavoro, i criteri per la valutazione delle performance e per l'accesso ai percorsi di carriera, lo sviluppo della cultura del merito, l'accesso al part time, l'istituzione di una banca delle ore, il job sharing e la job rotation, l'accesso eguale all'alta formazione, una valorizzazione delle diversità e un investimento maggiore sullo sviluppo delle competenze soft a livello trasversale finalizzato anche allo sviluppo di una cultura dell'inclusione e della flessibilità, avvio di asili nido aziendali".


Flaminia Fazi

E sul fronte pubblico?
"Non è più accettabile che la donna e l'impresa sostengano da sole il carico economico derivante da esigenze che sono assolutamente pubbliche, quali l'assistenza agli anziani, la cura dei figli, i servizi alle famiglie. Per una sostenibilità del sistema e per realizzare efficacemente inclusione ed eguaglianza si deve ragionare su un sistema nuovo di Welfare, capace di creare sinergie nel sistema che favoriscano l'inserimento nel mondo del lavoro e la carriera delle donne presidiando con qualità fasi della vita oggi a carico delle donne".

Quali sono state le iniziative più recenti a livello normativo? Quali quelle ancora da intraprendere?
"La legge 53/2000, piuttosto all'avanguardia ancora oggi, si occupa di materia di conciliazione, proponendo misure mirate alla condivisione delle attività di cura tra uomo e donna, inserendo finanziamenti alle imprese volti a incentivare azioni positive su flessibilità di orari, servizi a sostegno dei genitori-lavoratori, e una serie di disposizioni sui 'tempi delle città' demandati all'attuazione degli enti locali. Passaggi su una semplificazione della normativa per l'accesso ai finanziamenti e l'attuazione di quella parte riguardante i tempi delle città costituirebbe un vero passo avanti, indispensabile per la realizzazione di azioni integrate tra pubblico e privato volte alla conciliazione, e che in altri paesi hanno dato un forte contributo allo sviluppo sia economico sia sociale".

Quali gli interventi per facilitare il lavoro e la carriera delle manager-mamme?
"Mentre si attende che nella società si consolidino tutti gli interventi appena citati, è importante al momento affiancare le imprese e le lavoratrici mamme con interventi mirati al cambiamento organizzativo da una parte e all'empowerment delle persone coinvolte dalla scelta di maternità dall'altra. Il nostro progetto Feed The Mom che è centrato su questi elementi ne dimostra l'efficacia".

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