Job Cafè/ Banche d’investimento: anno sabbatico per i manager
Di Francesco Bogliari
È il settore dal quale è cominciato il crollo dell’economia mondiale: banche d’affari, società d’investimento e consulenza finanziaria. Qui il crack ha anche generato la propria immagine mediatica: i manager che lasciano gli uffici di Manhattan con in mano gli scatoloni contenenti le proprie cose hanno fissato nell’opinione pubblica mondiale la fotografia del disastro. Come il miliziano spagnolo colpito a morte fissato nell’istantanea di Bob Kapa. Passata la prima bufera, con i primi licenziamenti di massa, com’è la situazione di questa particolarissima fascia di lavoratori (fino a pochi mesi fa invidiati e ammirati) oggi che la recessione da finanziaria è diventata anche economica? Affaritaliani lo ha chiesto a Simone Dragone, managing director e uno dei partner fondatori di Eidos Partners, società attiva fin dal 2003 nell'advisory finanziario, fra i leader italiani nel mid-market nonché nelle ristrutturazioni finanziarie. Precedentemente ha svolto la propria attività professionale in veste di investment banker a JP Morgan, Schroders e Citi a Londra. 
Simone Dragone
Qual è la situazione occupazionale nell'investment banking, Italia ed Europa in primis?
"L'attuale crisi ha comportato la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, a livello sia junior sia senior. La prima a essere colpita è stata Wall Street ma oggi Londra pare essere il centro finanziario più danneggiato (persi circa 150.000 posti di lavoro nel sistema finanziario nel suo complesso, con l'area di Londra che è stata catapultata all'ultima posizione fra le regioni inglesi in termini di crescita economica). Anche l'Italia, benché al momento in misura inferiore a Londra, è stata pesantemente colpita dalla crisi".
Le espulsioni hanno toccato più i senior o i junior?
"Sono state equamente ripartite, non hanno risparmiato nessuno".
Cosa fanno gli operatori espulsi: i disoccupati o i consulenti saltuari?
"Eccezion fatta per talune figure professionali senior che hanno la possibilità di svolgere ruoli di consulenza "in proprio" ai clienti storici (magari aprendo assieme ad altri partner delle società ad hoc), la maggior parte o si prende un periodo sabbatico o cerca di trovare occupazione presso boutique di “financial advisory” o società di consulenza aziendale".
Chi è rimasto ha visto diminuire il proprio reddito professionale?
"In media, i bonus 2008 sono stati sensibilmente inferiori a quelli 2007, e le prospettive 2009 non sembrerebbero particolarmente incoraggianti".
Quali sono a suo parere le prospettive a medio termine, sempre dal punto di vista occupazionale?
"È possibile che nei prossimi mesi, anche al fine di fronteggiare la crisi, le grandi banche internazionali si concentrino ulteriormente sui propri mercati core, ovvero le banche US sul mercato nordamericano ed emergenti, quelle europee sui propri mercati domestici (soprattutto inglesi e francesi) e Far East. Questo potrebbe comportare ulteriori emorragie di dipendenti nel corso del 2009 nonché una ripartenza, in termini occupazionali, più lenta del previsto a partire dal 2010. Tale trend potrebbe tuttavia essere compensato dalla crescita di nuove società attive nel settore".



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