La banca dove clienti e bancari siedono dalla stessa parte. Il successo di CheBanca! raccontato ad Affari dall'ad Christian Miccoli

Sabato, 28 febbraio 2009 - 13:40:00

LA PRIMA PUNTATA DE IL CAMPIONE

La telefonia? Per me è stato come scalare l’Everest senza ossigeno”. La storia di Vincenzo Novari, amministratore delegato di Tre Italia

Mediobanca/ Utili in picchiata. Titolo ko

In un momento di crisi del sistema finanziario, in cui i cittadini vanno in banca per ritirare i soldi e tenerli in casa, è uno spettacolo insolito assistere a persone che fanno la fila agli sportelli per aprire un conto corrente. Capita nelle filiali di CheBanca!, il nuovo istituto di credito del gruppo Mediobanca. Diventato celeberrimo grazie ai suoi spot televisivi, alla pubblicità su giornali e riviste e al suo tasso, straordinario di questi tempi: il 4,70%. Normale per un conto online, eccezionale per una banca tradizionale.


Christian Miccoli, 46 anni, amministratore delegato di CheBanca!, si gode il successo dal suo ufficio in viale Bodio, a Milano. Dal 12 maggio 2008, quando tutto iniziò, è stata una marcia trionfale: circa quaranta punti vendita sparsi sul territorio nazionale, 500 collaboratori, un numero di clienti in continua ascesa. "In tempi di crisi – dice Miccoli – per avere successo bisogna differenziarsi. Offrire qualcosa di nuovo, di diverso. La sfida era stimolante e rischiosa: creare una banca moderna che riunisse il meglio delle banche tradizionali – uno su tutti la presenza territoriale - e delle banche dirette – prodotti semplici e a condizioni vantaggiose.


Christian Miccoli

I numeri dimostrano che ce l’abbiamo fatta". Bocconiano, dopo la laurea Miccoli è assistente universitario di Statistica aziendale. Poi entra all’Ibm: "Mi avevano assunto per occuparmi di marketing ma poi mi hanno fatto fare il programmatore di computer. Non era la mia ambizione, così dopo un anno sono passato alla società di consulenza manageriale McKinsey. Erano fanatici delle banche online, volevano aprirne una a tutti i costi: eravamo negli anni Novanta, quelli della scoperta e del boom di Internet".

Miccoli si lascia contagiare da tanto entusiasmo ed è uno dei fondatori di Rasbank: "Una banca eccellente, basata sul telefono e sull’online. Ma la gente non la conosceva". Come spesso capita, i primi passi delle iniziative rivoluzionarie sono ardui. E la prima esperienza nel settore di Miccoli non dà i risultati sperati. La seconda, invece, è un successone: il famoso Conto arancio di Ing Direct.

"Non basta offrire un ottimo prodotto, bisogna anche saperlo comunicare – spiega Miccoli. – Qualche anno fa il mercato non era ancora pronto. E poi Rasbank puntò poco sul marketing. Cosa che invece Ing ha fatto benissimo. E con CheBanca! altrettanto".

Lo stesso nome CheBanca! è molto originale. Fatto apposta per colpire. Per stupire. "Avevamo affidato a una società di comunicazione l’incarico di trovare il nome migliore. Un nome innovativo, per gente innovativa, disposta a venire in una banca all’avanguardia. Un giorno, il nostro direttore marketing è davanti alla televisione con amici per guardare una partita di calcio, un giocatore segna. Un amico grida: Che gol! Si è accesa una lampadina: ecco lo spunto il nome giusto! Abbiamo poi testato il nome con una società di ricerca e i risultati ci hanno confermato che era perfetto". Perfetto, anche se può sembrare presuntuoso: "Ma è un rischio calcolato. Primo, perché puntiamo su un pubblico che cerca opportunità nuove: un conservatore, legato ai vecchi schemi, non si avvicina subito a noi. Secondo, perché la carica irritante del nome si perde col tempo. Basti pensare alla biancheria intima Ragno. Abbinare l’immagine di un ragno a slip o maglietta può sembrare fuori luogo; ma con gli anni ci si è abituati, e ora il nome non crea alcun disagio".

Ma non è soltanto il nome ad essere singolare, in CheBanca! Lo è anche la disposizione delle postazioni all’interno delle filiali: bancari e clienti stanno seduti dalla stessa parte: "Così il cliente percepisce, anche fisicamente, che la banca è dalla sua parte. E così può leggere, insieme con il nostro operatore, le condizioni al computer". Davvero innovativo, Miccoli. Che sorride. E non solo per il suo successo: "Mi viene da ridere – dice – se penso che da bocconiano mai e poi mai avrei pensato di finire in una banca…"

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