Terrorismo in Pakistan
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Il terrore è tornato a colpite degli sportivi a Lahore in Pakistan, dove 14 uomini mascherati e pesantemente armati per ben 15 minuti hanno fatto segno di armi automatiche, razzi e granate l’autobus della nazionale cingalese di cricket. Grazie alla prontezza di riflessi dell’autista dell’autobus che in mezzo all’infermo è riuscito ad accelerare e ad allontanarsi, i giocatori sono tutti sopravvissuti, solo 8 feriti lievemente. Ma nelle auto di scorta sono rimasti i corpi inanimati di sei poliziotti e di un autista.
Il primo commento è che tale tipo di azione non solo non gioverà ai Talebani (come l’attacco di Monaco non ha giovato ai Palestinesi) ma che sia anche l’indicazione che la leadership radicale stia seguendo una strategia confusa che dimostra quanto il pensiero dell’ala estremista e violenta dell’Islam sia ormai esaurito e evidentemente a corto di risorse e di idee.
Certo l’evento conferma il deteriorarsi della situazione della sicurezza in Pakistan, mentre da parte dei talebani continua intensa l’opera di islamizzazione e di avvicinamento al potere in un paese che possiede l’atomica e di cui ad oggi Lashkar e-Taiba, gruppo radicale vicino ad Al Qaeda, controlla un quinto del territorio. Il percorso dell’autobus e della sua scorta era stato cambiato all’ultimo minuto, eppure qualcuno ha informato per tempo il gruppo di fuoco, confermando che Al Qaeda può operare in ogni parte del paese ed ne ha infiltrato le più importanti strutture.



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