Si scrive Russia... si legge Unione Sovietica

Sabato, 16 maggio 2009 - 12:56:00


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La pubblicazione qualche giorno fa del documento “Strategia di Sicurezza Nazionale della Russia fino al 2020" a cura Consiglio per la Sicurezza della Federazione Russa è il classico rapporto elaborato dal Cremlino a beneficio quasi esclusivo degli addetti ai lavori stranieri, alleati e non. Ci sono però elementi di novità, a tratti anche inquietanti. Anzitutto è la prima volta che viene reso pubblico un documento così dettagliato relativo alla dottrina difensiva russa. Tradizionalmente i Russi pre e post sovietici sono parchi riguardo informazioni sugli scopi e l’ impiego della deterrenza e della loro forza militare, ma questa volta, nero su bianco e con grande rilievo mediatico, viene delineata, a beneficio di tutti, quale è la filosofia che ispira la strategia della potente macchina militare russa. Dunque è un messaggio chiaro ed inequivocabile a coloro che  all’estero avessero ancora idee confuse a proposito di mire militari russe. Nel rapporto infatti si fanno solo rapidi accenni agli aspetti della sicurezza interna, dove si dichiara non vi siano problemi seri, mentre quasi tutto lo spazio è dedicato agli aspetti esterni.


Medvedev-Putin
Una delle frasi chiave è l’affermazione  del presidente del Consiglio per la Sicurezza, Nikolaj Patrušev  (ex capo dell’FSB, erede del KGB), secondo il quale “Nei prossimi decenni nel mondo si acuirà la concorrenza per le risorse energetiche e non si esclude neanche uno scontro armato”. È una affermazione largamente condivisa anche dagli Stati Maggiori Occidentali  ed è in sostanza il tema attorno al quale gira quasi tutto il documento strategico.

Più inaspettata è una nota che parla della volontà  di costruire una partnership strategica con gli USA sulla base di interessi comuni e in considerazione della rilevanza che i rapporti USA-Russia avranno sulle sorti del pianeta. Incoraggerebbe all’ottimismo, se non fosse che, senza sorprenderci, il documento ha inequivocabilmente un indirizzo anti-americano ed anti-occidentale. Infatti, secondo i curatori del documento, che abbiamo ragione di credere sia in tutto e per tutto espressione del Putin-pensiero, paesi stranieri aspirano ad ottenere la supremazia militare e nucleare, a costruire un sistema globale di difesa anti-missile, a militarizzare il cosmo e far crescere la NATO ad Est con lo scopo di dare alla Alleanza Atlantica funzioni globali.

Nella relazione gli strateghi del Cremlino individuano nel bacino del Caspio ed in Asia Centrale, ancor prima che in Artico, le regioni più vicine al rischio di un eventuale prossimo conflitto. Sta suscitando notevole preoccupazione la frase che ammette, nei paesi confinanti,  “la soluzione dei problemi insorgenti con l’uso della forza”, in linea con quanto a suo tempo dichiarato dal Presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev. Poiché la sovranità nazionale in alcune delle regioni confinanti con la Federazione tra l’altro è argomento non ben definito, in sostanza il documento strategico autorizza, per proteggere gli interessi russi, l’intervento militare in paesi confinanti.

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