ESCLUSIVO/ Obama si inchina... Gli Stati Uniti ai piedi del mondo arabo
Gli Stati Uniti sono passati in sei mesi da una politica estera dura ed intransigente a stringere la mano di tutti alla ricerca di dialogo e compromesso, eppure esistono rischi concreti che questo zigzagare da un estremo all’altro finisca per non fornire una risposta adeguata alle reali situazioni sul campo, sconcertando inoltre gli alleati europei.
Alcuni temi di grave importanza restano al momento inevasi: la definizione del rapporto con la Russia dopo che il programma missilistico americano a difesa dell’Europa è stato solo apparentemente congelato e di cui ora non si sa più nulla, il contatto con l’Iran, che noncurante della disponibilità di Obama ancora non ha stretto con lo sperato vigore la mano tesagli da Washington, la singolare situazione creatasi in Afghanistan ed in Pakistan, dove a fronte di un massiccio sforzo economico e militare occidentale il più cupo radicalismo islamico non solo resta imbattuto nelle valli afghane, ma addirittura guadagna terreno nel debole Pakistan, dove ormai la Sharia (la durissima legge coranica) è adottata ufficialmente nella valle dello Swat, gettando così le premesse per un contagio ad altre aree dove i Talebani dominano in spregio al governo di Islamabad.



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