Dagli Usa ok all'Iran atomico
È la paura della bomba nucleare iraniana il collante che tiene unita la frastagliata coalizione di governo israeliana e non certo l'ostilità diffusa verso il progetto di uno stato palestinese vicino a quello israeliano, una idea che Lieberman questa settimana ha cassato ma che non ha mai riscosso tra gli israeliani grande consenso. Ma l'apertura di Obama all'Iran (ricordiamo che la settimana scorsa una delegazione iraniana per la prima volta ha incontrato a Bruxelles i vertici NATO) certamente insinua il dubbio che alla fine gli USA possano tollerare un Iran con arma atomica, e numerose fonti credibili confermano che il Dipartimento di Stato USA ha già dato per scontata questa evenienza. 
Bibi Netanyahu
Tel Aviv non può non aver preso in considerazione questa ipotesi e molto probabilmente sa che alla fine dovrà inghiottire il rospo, nonostante gli strepiti dell'ala più a destra del proprio governo.
Per assurdo l'unico risultato che Natanyahu potrebbe riuscire ad assicurare è proprio una ulteriore spinta al processo di pace. Semplicemente perché non c'è altro che possa fare. Seguire Lieberman sulla strada dello scontro duro non è ipotizzabile ma Obama sa, per contro, che non può aspettarsi da Tel Aviv alcun entusiasmo ufficiale verso la sua manovra di avvicinamento ad Iran e Siria. L'immobilismo di TelAviv potrebbe essere l'unica strada da seguire e la chiave per lasciar progredire il processo di pace.



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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