NordCorea/ Questa volta Kim Jong il l’ha fatta grossa...

Lunedì, 1 giugno 2009 - 08:20:00


Missile della Nordcorea
Per parte sua la Russia, che tra l’altro è presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, si appresta ad appoggiare per la prima volta nella storia una risoluzione ONU contro Pyongyang. Plausibilmente Russia e Cina si adopereranno affinché le sanzioni non destabilizzino il regime nordcoreano, reo non tanto di infischiarsene dell’ONU e del resto del mondo, ma soprattutto di non attenersi alle disposizioni dei suoi protettori. Ambedue infatti capiscono che spingere al collasso Pyongyang (23 milioni di abitanti ridotti alla fame, tra i quali sono stati addirittura registrati numerosi casi di cannibalismo) significherebbe provocare una ondata biblica di rifugiati verso la Cina e prepararsi ad una Corea unificata sotto influenza di Washington. Per contro non punire l’impudenza nordcoreana significa far avviare una corsa al riarmo in tutta l’area, visto che già la Corea del Sud è in massima allerta e addirittura il Giappone sta esaminando la possibilità di rivedere la propria costituzione eliminando gli articoli che vietano il ricorso alle armi.

Ma il test nucleare è un segnale del dittatore anche verso l’interno: Kim sembra, nelle sue ormai rarissime apparizioni, sempre più fragile e la sua protervia nucleare potrebbe essere un modo per raccogliere consenso agitando lo spettro di presunte minacce esterne. Il tutto per garantire il passaggio di potere ad uno dei suoi tre figli. La scusa ufficiale infatti sarebbe la recente adesione della confinante Corea del Sud al PSI (Proliferation Security Initiative), programma concepito per contrastare il traffico per mare di armi di distruzione di massa. Per sei anni Seul ha rimandato l’adesione per paura di provocare il Nord, che aveva dichiarato che la partecipazione al programma della Corea del Sud “equivale ad una dichiarazione di guerra”. E non c’è dubbio che se oggi Seul tentasse di ispezionare in mare un mercantile nord coreano dando attuazione al PSI, ci ritroveremmo di colpo al 1953, a ricominciare la Guerra di Corea.

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