Gli Usa: scurdammoce ‘o passato. E l'Iran ha già pronta la bomba atomica
Ci appare chiaro che Obama sta cercando nella Siria una nuova sponda per la sua politica estera in Medio Oriente. Per due motivi: primo perché oggettivamente la Siria è un giocatore autorevole e di prima grandezza in quell’area e nessuna azione politica può prescindere dal suo coinvolgimento. E’ realisticamente saggio usufruire delle risorse sul campo, quand’anche si tratti di un paese come la Siria fino a ieri considerato un nemico con cui non trattare. Secondo perché Obama è perfettamente consapevole che da ora in poi il processo di pace dovrà fare a meno di qualsiasi aiuto da parte di Israele, tutto proteso a ri-coalizzarsi sotto una leadership piuttosto debole e frammentata ma comunque votata ad una politica di difesa estrema delle posizioni raggiunte.
Occorre però non dare vita ad ottimismi per ora arditi. Il dialogo tra Washington e Teheran in larga parte prescinde dai buoni uffici della Siria, e bene ha fatto Obama a saltare tutti i passaggi e a rivolgersi direttamente alla leadership ed al popolo iraniano. Né possiamo aspettarci che Assad possa o riesca a convincere Ahmadinejad a fermare il proprio programma nucleare. Il suo ruolo piuttosto sarà quello di aiutare Ahmadinejad a “far digerire” all’Occidente l’esistenza di un Iran armato di testata atomica ed in seguito di essere un influente garante del non utilizzo di quell’arma da parte dei Mullah.
Arduino Paniccia
Globalist
www.arduinopaniccia.net



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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