Giovani iraniani ko, Corea e M.O. Obama rimandato in politica estera
Lunedì, 6 luglio 2009 - 08:50:00
Alcuni grandi rivoluzionari moderni (Anatoly Sharansky, Vaclav Havel, Lech Walesa, tutti imprigionati dai loro governi filo-sovietici) hanno sostenuto che le parole di libertà e sostegno del presidente USA sono state decisive nello sconfiggere l'impero sovietico. Oggi Washington tace, la reazione agli assassini e agli arresti a Teheran è debole, quasi impercettibile. Obama sembra stare alla finestra in attesa di ulteriori sviluppi, evitando con eccessiva cautela di alzare il livello del confronto con Ahmadinejad. Ma la comunità internazionale inizia a chiedersi se la politica della mano tesa ad oltranza stia funzionando o se si stia invece assistendo ad una sonora sconfitta della nuova strategia di Washington.
Riteniamo invece che sia troppo presto per decretare il successo o il fallimento di questa innovativa linea politica, se in Iran si dovesse vedere un ridimensionamento della componente religiosa nel governo ed un ammorbidimento verso Usa ed Israele quali conseguenze delle odierne tensioni, allora potremo dire che Obama ha avuto ragione, ma se l'attuale dirigenza iraniana resterà saldamente in sella non assisteremo per lungo tempo a nessuna normalizzazione di rapporti con l'Occidente, mano tesa o non mano tesa. Al contrario avremo un governo teocratico ancora più paranoico, ossessionato da ingerenze straniere e da fantomatici agenti provocatori al soldo degli americani e degli inglesi, che nell'ombra tramano per il male dell'Iran. La sensazione è che la seconda ipotesi sia attualmente quella più probabile.
Arduino Paniccia
Globalist
www.arduinopaniccia.net



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