Tra sangue e conti, l'Iran è in rosso. Il moderato Moussavi disse: uccideteli

Sabato, 27 giugno 2009 - 17:20:00

Infine un’ulteriore vigorosa picconata indiretta alla stabilità dell’attuale governo è stata fornita da Obama, concretizzata dal ritiro delle truppe USA dal confinante Iraq. Questo potrebbe essere l’inizio della caduta di Ahmadinejad: al confine non c’è più il nemico verso il quale catalizzare il malcontento popolare, il Grande Satana se ne sta andando e la gente inizia a domandarsi se fosse davvero lui la causa dei tanti mali del paese. La nuova strategia diplomatica di Obama, la sua “mano tesa” hanno indebolito il governo iraniano più di trenta anni di sanzioni. La componente destabilizzante della nuova politica estera americana travalica i confini iraniani e si propaga in tutto il Medio Oriente, dove la nazione che ha dato supporto ai gruppi terroristici più violenti, ad Hamas e agli Hezbollah, sta perdendo credibilità e consenso, vittima dei propri problemi interni.

A margine va però notato che il leader cosiddetto “moderato” dell’opposizione è un tale che risponde al nome di Hossein Mussavi, un gentiluomo che nel 1988 fece uccidere 30 mila prigionieri politici, che da Primo Ministro chiuse per quattro anni tutte le università del paese, che è stato promotore della militarizzazione del programma nucleare iraniano e dell’infiltrazione di agenti e di istruttori iraniani in Libano tra le fila degli Hezbollah. Questo è un noto radicale che ha dichiarato “riusciremo a mettere in ginocchio l’arroganza del mondo, a colpire Israele e a distruggerlo”. Se una rivoluzione dovesse portarlo al potere, è legittimo aspettarsi un cambio di linea piuttosto contenuto, certo non l’abbandono tout court dei dettami coranici nella gestione della cosa pubblica e tantomeno la cacciata dei leader religiosi.

Dall’Europa restiamo ad osservare sgomenti quanto accade sfoggiando la tradizionale mancanza di coesione, per cui ogni paese segue una sua linea senza consultare gli altri. La Gran Bretagna espelle diplomatici iraniani in reazione alla espulsione di diplomatici britannici ma non pare si sia formato un fronte comune che forse avrebbe potuto suggerire una risposta omogenea da tutti i paesi UE. Ad esempio una analoga espulsione di personale diplomatico iraniano da ogni capitale europea o il ritiro di tutti i diplomatici europei da Teheran. Non è neanche stata elaborata una dichiarazione congiunta dei capi di governo: Sarkozy e la Merkel hanno condannato le violenze per conto loro e così ha fatto il nostro ministro Frattini. Insomma la risposta europea appare, tanto per cambiare, debole e frazionata.

Arduino Paniccia
Globalist
www.arduinopaniccia.net

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Terremoto/ Bonanni, morte operai si poteva evitare
    Vaticano/ Lombardi, viviamo situazione del tutto inedita
    Euro2012/ Nazionale, azzurri tornano a coverciano
    Calcioscommesse/ Legale Mauri, domani ci sara' l'interrogatorio
    Norvegia/ Amico Breivik, si rifece naso per sembrare piu' ariano
    Terremoto/ Nuovi crolli nella chiesa San Francesco a Mirandola
    Sisma/ Da stasera attiv numero 45500 per donazioni
    undefinedundefined
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
    inEVIDENZA
    morto berlusconi
    Cool-tura

    Silvio Berlusconi è morto
    Ma è solo un'opera d'arte...

    IL CASO/ Mostra shock a Roma: una coppia di artisti gay ha realizzato un'opera d'arte chiamata "Il sogno degli italiani", che vede l'ex premier "morto" in una teca. Testa voltata, non a caso, verso sinistra, in direzione di Palazzo Chigi...

    Vuoi cambiare casa?

    Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso