Hillary Clinton in Cina: per l'Italia e l'Ue sfuma il business
| Usa/ Obama-scimpanzé in vignetta, New York Post chiede scusa |
La prima visita ufficiale del Segretario di Stato USA a Pechino sancisce due eventi: la consacrazione dell’asse privilegiato Cina–USA (il G2) e la perdita di ruolo dell’Europa agli occhi della nuova amministrazione americana. Non ne siamo sorpresi, da queste colonne avevamo già sostenuto che per Obama l’Europa è un “fronte secondario”.
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E’ ormai chiaro economicamente e commercialmente che Cina e USA non potranno più fare a meno l’una dell’altro. Il gigante asiatico possiede una larga quota del debito americano, tanto da essere il più grande detentore di titoli del tesoro USA al mondo. E il mercato USA resta il mercato privilegiato delle esportazioni cinesi al di fuori dei confini nazionali. Le grandi catene di distribuzione come Wall Mart ormai propongono ad una clientela popolare dalle risorse sempre più limitate prodotti cinesi a bassissimo costo, unici beni che la crisi del momento consente agli americani di comprare. Senza i cinesi le case americane sarebbero vuote, tutto viene fatto in Cina: le pentole, i piatti, lo zainetto dei figli, le lenzuola, la lampada da tavolo, le ruote della macchina, il tostapane, il portasapone, gli appendiabiti.



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