In Afghanistan con il cuore e la mente. Altrimenti a vincere saranno i talebani
Inutile ribadire quanto già espresso dal Capo del governo, dal ministro della Difesa e, ancora più autorevolmente, dal Capo dello Stato: in Afghanistan occorre restare. L’illusione che quanto accade laggiù possa essere cosa che non ci riguarda è appunto tale: una pia illusione. In realtà un Afghanistan abbandonato a se stesso per esempio dimostrerebbe molto velocemente quanto la libera coltivazione dell’oppio laggiù potrebbe costarci in termini di diffusione dell’eroina nelle nostre strade e tra i nostri giovani. Ma soprattutto, come molti hanno già detto, abbandonarlo significherebbe lasciare il campo libero alla cupola del terrorismo internazionale, finalmente libera di riorganizzare campi d’addestramento e di fare proselitismo con la complicità dei capi villaggio meno illuminati.
La vallata di Helmand, dove è in corso l’offensiva NATO “Colpo di Spada”, produce appunto più di metà dell’oppio afgano ed è zona di transito dal Pakistan di rifornimenti ed armi destinati alla guerriglia talebana. Il Generale Mc Crystal, da poco a capo della coalizione, correttamente ha individuato in questa area il bersaglio contro il quale condurre una operazione su larga scala che ha anche lo scopo di immagine di dimostrare la vulnerabilità dei Talebani nella loro stessa roccaforte, ridando fiducia alla popolazione che il 20 agosto sarà chiamata a decidere con il voto il destino di quel paese.
Prima di allora non è consigliabile cambiare strategia, è necessario non perdere il sangue freddo ed aspettare il responso delle urne, pur nel dolore per la perdita del Paracadutista Caporale Di Lisio. Non sappiamo assolutamente cosa succederà: se per ipotesi le donne riuscissero a votare in massa dovremmo probabilmente aspettarci scelte di leader moderati e strategie di governo improntate all’ammorbidimento dei dictat coranici che ancora oggi caratterizzano alcune decisioni del governo Karzai.
Se viceversa i Talebani riuscissero a terrorizzare l’elettorato femminile e a minacciare i capi tribù e gli uomini delle province obbligandoli a votare per loro rischieremmo di assistere ad un brutto spostamento verso il radicalismo più rozzo della nuova coalizione di governo. È proprio per questo che l’offensiva Colpo di Spada ha la funzione, aldilà dello scopo strettamente militare, di dimostrare agli afghani che i Talebani non sono invincibili e che il loro strapotere ha le ore contate.



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