I giornali? Perfetti per pulire i vetri
Anche se oggi viene normalmente buttata nei contenitori appositi, la carta per i pacchetti è spesso anche bella e dispiace eliminarla. I fogli più grandi possono essere tagliati, rimpiccioliti e riutilizzati; quelli più piccoli possono servire per ritagliare figurine, per realizzare festoni colorati e divertenti per addobbare una stanza in occasione di una festa per bambini. Poi ci sono i giornali vecchi, brutti, ma utilissimi in tanti impieghi oggi dimenticati. Una volta, quando non esistevano i sacchetti di plastica, le massaie usavano i fogli di giornale per foderare il secchio della pattumiera. In effetti c’erano molti difetti, primo fra tutti il fatto che la carta di giornale, inumidita dagli scarti, si lacerava provocando la fuori uscita del suo contenuto, un vero guaio. 
Tuttavia anche oggi la carta di giornale può essere ben impiegata, e anzi è insostituibile per alcuni usi specifici. Per esempio, è essenziale per fare asciugare le scarpe: si accartoccia un foglio di giornale e lo si introduce pressando bene dentro le scarpe bagnate. Si lasciano così per 12 ore, e, una volta asciutte si lucidano come di consueto. La carta di giornale ha un pregio particolare ed evita che si formi sulla tomaia un antiestetico alone difficile da eliminare. I fogli di giornale sono anche eccellenti per pulire i vetri; al posto dello straccio si bagna un foglio di giornale, si accartoccia e si strizza per eliminare l’acqua in eccesso, e con olio di gomito si passa con energia sul vetro: effetto brillante assicurato. Certo è più faticoso, ma il risultato è garantito. Ma i fogli di giornale possono essere utilizzati per eliminare gli scarti delle verdure, per pulire il sacchetto dell’aspirapolvere, per usi insomma non particolarmente raffinati, per i quali la costosa scottex è fin troppo pregiata.
Anzi se li volete avere sempre a portata di mano c’è un sistema abbastanza semplice. Recuperate il cilindro di cartone vuoto della carta di alluminio formato grande; prendete una gruccia di alluminio di quelle che consegnano in tintoria con i vestiti lavati . Con una pinza separate le due estremità in modo da poter introdurre il cilindro vuoto nella parte orizzontale e ricomponete la gruccia. Disponete sul cilindro i fogli di giornale uno dopo l’altro a formare un rotolo tipo scottex, e appendete la gruccia porta-giornale in un posto comodo. Un utilizzo davvero unico e insostituibile è quello per i tappeti. Non so quanti di voi mettono via in estate i tappeti. A me hanno insegnato a lavarli con uno straccio o una spazzola imbevuti di acqua e aceto oppure di acqua e ammoniaca. Una volta asciutti vanno arrotolati e qui entra in gioco la carta di giornale che ha il pregio di mantenere sani i tappeti e vivi i colori. I fogli devono ricoprire tutto il tappeto; poi se volete, potete aggiungere qualche pallina di naftalina o in sua mancanza qualche pizzico di bicarbonato. A questo punto arrotolate il tappeto mantenendo all’interno i fogli di giornale e mettetelo via. Quando in autunno verrà srotolato risulterà non solo pulito ma più brillante.
Un altro impiego dimenticato è quello per stirare la lana. Invece dello straccio umido adagiate sul golfino un foglio di giornale e stirate normalmente, facendo attenzione, naturalmente a non bruciare il tutto. A proposito di tappeti, mi viene in mente la storia di Aladino e il tappeto volante, una bella favola ambientata nel magico Oriente che piace ai bambini e sulla quale Disney ha realizzato circa dodici anni fa un piacevole cartone animato. Ma con avanzi di carta varia non troppo pesante si fanno bellissimi aerei, che lanciati dalla finestra o dal terrazzo volteggiano piacevolmente nell’aria per qualche secondo prima di toccare terra tra la gioia di grandi e piccini.
Se infine volete perdere più tempo, allora con avanzi di carta leggera colorata, pezzi di nastro, e qualche striscia di legno di balsa che potete farvi regalare da un falegname potete costruire aquiloni artigianali da fare volare sulla spiaggia in una giornata ventosa.
Già, gli aquiloni… celebrati da Giovanni Pascoli in una famosa poesia:
Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.
Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.
S'inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.
S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.
Più su, più su: già come un punto brilla
lassù, lassù...



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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