Fini attacca la Lega e prepara l'affondo

Lunedì, 1 marzo 2010 - 15:50:00


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E’ giovedì, le votazioni sono finite da un po’, la gran parte dei deputati è già verso l'aeroporto, in Transatlantico solo pochi giornalisti e qualche collega, i giornalisti cercano notizie sul contenuto dell’incontro a pranzo tra Casini, Fini e Pisanu. Nessuno sa niente ma tutti immaginano. Ovviamente l’inquilino più importante di Montecitorio ha fatto trapelare l’avvenuto incontro e non il contenuto.

fini
Gianfranco Fini
Nel fine settimana Fini non ormeggia le cannoniere, anzi, spara a zero sul quartier generale dell’alleanza con Bossi
: ” (Ansa) Se vuole evitare il rischio di vedersi, come è già successo, abbattere le riforme del federalismo da un referendum, (il Pdl ndr) cerchi l'intesa con gli altri'. Tra l'altro proprio sul federalismo ha lanciato una provocazione: 'Voglio segnalare che sta moltiplicando i costi e non riducendoli. Vogliamo ragionare su questo?'. Missile teleguidato su Bossi & Co. Ovviamente non è passato inosservato l’attacco di Berlusconi  (il solito attacco di Berlusconi) ai magistrati, proprio il giorno dopo lo strano pranzo dei tre leader a Montecitorio, magistrati definiti Talebani dal Cav (ovviamente non sono Talebani i magistrati che indagano sul candidato della Campania per il PD, Enzo De Luca, oppure quelli che giustamente indagano sull’ex Sindaco di Bologna Delbono, oppure quelli che indagano in Puglia su esponenti del Centrosinistra; quanto tocca agli altri sono magistrati per bene).

A quell’attacco aveva autorevolmente e indirettamente replicato il Capo dello Stato, sabato scorso; (Apcom)” Napolitano teme nuove "drastiche contrapposizioni e pericolose tensioni" non solo tra opposte parti politiche" ma tra "istituzioni, poteri e organi dello Stato". Sono mesi che questo problema è aperto e che si ripropone ciclicamente. Un punto di non ritorno è stato rappresentato senza dubbio dalle polemiche che si innescarono - con protagonista il premier - dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale.
Oggi Napolitano stigmatizza "accuse quanto mai pesanti che feriscono molti e che possono innescare un clima di repliche fuorvianti" e apprezza che la magistratura associata abbia annunciato di non volersi far trascinare nelle polemiche.

E Fini ovviamente non ha mancato di rimarcare e condividere le parole del Capo dello Stato. Per altro colpisce, che sempre sabato, Fini abbia difeso la politica di rigore del ministro Tremonti: “Bisogna stare attenti a non allargare i cordoni della Borsa, ha ragione Tremonti su questo. Farlo sarebbe la scelta peggiore. Non voglio certo evocare una situazione come quella ellenica, non è il caso di farlo, ma dobbiamo tenere la spesa pubblica sotto controllo", conclude il presidente della Camera. Politica spesso in contrasto con le molte richieste dei ministri e del Premier stesso, a cominciare dalla contrarietà di Tremonti alla costituzione di Protezione Civile S.p.A e di Difesa S.p.A.

Fin qui un quadro di pesanti scaramucce, sopratutto tra Fini e Berlusconi, con qualche coinvolgimento laterale di Bossi, tirato in causa per la critica al Federalismo, e con l’attivismo dell’Udc e di Pisanu. Cosa ci aspetta nel futuro?

Bossi Berlusconi
Bossi Berlusconi
Intanto dipende dal risultato delle Regionali
; meno di 5 regioni per il Centrodestra, vorrebbe dire un risultato critico per Berlusconi, che infatti si è affrettato a dire che conteranno i voti assoluti e non la quantità di regioni; certo il Centrosinistra viene dal governo di 11 regioni su 13 che vanno al voto, ma il calo del Centrosinistra è scontato, mentre quello del PdL, sopratutto se a favore della Lega, procurerebbe smottamenti in casa azzurra, e rinsalderebbe l’alleanza de facto tra leader antileghisti della destra, Fini e Pisanu, e leader centristi e molto antifederalisti come Casini, oltre ovviamente a rinvigorire i rapporti tra Pd e Udc a partire da quelle regioni dove l’accordo tra i due partiti dovesse portare alla vittoria. Di certo se la Lega dovesse prevalere non solo in Veneto ma anche in Piemonte, e comunque conseguire un risultato di grandissima prevalenza nel Nord-Centro, rispetto al Centrodestra, allora io credo che, di pranzi come quello di giovedì ne vedremmo molti, perché il progetto di un nuovo centro moderato che cautamente ricerca l’appoggio del Pd, in alternativa, o per preparasi al dopo Berlusconi, prenderebbe corpo.

Se invece il risultato dovesse essere più ambiguo, con un sostanziale pareggio tra le parti sul numero di regioni governate, e con una Lega contenuta nel risultato, allora avremmo di fronte forse 3 anni effettivi di spazio per pensare alle riforme di cui il paese ha bisogno. Di certo conosco già il commento di Berlusconi alle regionali il giorno dopo; che loro hanno vinto e che il paese è con loro, che la sinistra, ha perso 4 o 3 o 5 regioni, che nel Pdl è tutto tranquillo, che non ci sono correnti o divisioni di opinioni, che il tentativo di giudici talebani di sovvertire la volontà popolare è fallito, e che ora si può lavorare per mettere mano alla riforma della giustizia che tutti gli italiani (tipo quelli sui tetti a Termini Imerese, oppure quelli precari senza ammortizzatori sociali, oppure ancora quelli in cassa integrazione etc.etc.) aspettano: processo breve, legittimo impedimento, lodo costituzionale, immunità parlamentare.

P.S. lo stesso giorno del pranzo non segreto alla Camera, la ministro Brambilla e Silvio Berlusconi hanno presentato alla stampa, i “Promotori della Libertà” sorta di ronde azzurre, capeggiati dalla ministra Rossa, un misto tra promotori finanziari e milizia scelta del capo supremo; secondo me se Fini non sta attento, la prossima volta il pranzo con gli amici del grande centro, glielo preparano questi nuovi promotori, e non sarà facile da digerire, perchè per uno come Fini, che ha compiuto la svolta di Fiuggi e ha sorpassato un bel pezzo del dopoguerra, e che ha deciso di far confluire un partito vero come AN dentro un contenitore politico nato su un predellino, dover anche sopportare una corrente del capo che assomiglia più alla forza vendita di Banca Intesa che a una classe dirigente della destra liberale europea, dubito che sarà mai digeribile. Nemmeno con tutto il Maalox del mondo.

Emanuele Fiano
fiano_e@camera.it

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