"Non mi paiono tranquilli i colleghi del Pdl"

Martedì, 23 febbraio 2010 - 09:15:00

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Mi sbaglierò ma non mi sembrano tranquilli i colleghi del Centrodestra
che commentano in Transatlantico lo stillicidio di trascrizioni delle telefonate intercorse tra i protagonisti della “gelatinosa” cricca  degli appalti della Protezione Civile. Per carità, sono tutti innocenti fino a prova contraria, ma già di per se il linguaggio che intercorre tra loro, la rapidità con cui all’indomani, oppure appena dopo, tragedie immani come quella del terremoto, alcuni di loro sembrerebbe ridendo, fanno i conti con gli appalti della ricostruzione, e comunque l’intreccio di conoscenze, amicizie, parentele, raccomandazioni, appuntamenti, visite, che emerge volenti o nolenti dalla trascrizione delle intercettazioni, e l’intreccio perverso tra incarichi pubblici di controllori e le amicizie o conoscenze private con i controllati o controllandi, non fanno senso solo a noi del Centrosinistra, solo a noi presunti antiberlusconiani ideologici e iscritti d'ufficio al superpartito delle procure e di Repubblica, come pensa il Cavaliere; fa paura anche a loro, sporca quel sedicente profilo di diversità e alterità dal teatrino della politica e dal mercatino della Prima Repubblica a cui il Cavaliere teneva tanto, perché i rigagnoli fangosi di questa vicenda ancora tutta da capire e i cui risvolti penali non sono in grado di giudicare e che potrebbero al limite anche non esserci, arrivano a lambire anche Palazzo Chigi e i suoi ambiti trofei della ricostruzione in Abruzzo, delle mega costruzioni alla Maddalena, e dei rifiuti a Napoli.

Se è vero come è vero che hanno turbato i sonni del sottosegretario Letta, certamente quelli del coordinator Verdini, pluricitato nelle telefonate, e magari anche di qualcun altro, se come sembra, Berlusconi ha fatto capire che l’origine di tutto starebbe in una scarica di fuoco amico, e un altro coordinator insospettabile come La Russa ha messo  pare, a disposizione, il proprio incarico. Improvvisamente il PdL ha avvertito il pericolo, (il che vuol dire che ci sono sondaggi chiari che ne hanno misurato l’intensità) e ha partorito un topolino; un nuovo disegno di legge contro la corruzione. A parte che hanno partorito sinora mi pare 36 decreti d’urgenza, cioè immediatamente esecutivi, e non si capisce perché proprio in occasione di questa apparente recrudescenza acuta della patologia, invece scelgono la strada lunga del disegno di legge; ma a parte questo, il problema starebbe tutto in una nuova legge?

Ma mi faccia il piacere direbbe Totò, quale altra legge necessita agli italiani, per sapere che un appalto va affidato alla ditta che fornisce insieme il prezzo e il servizio o il progetto migliore, che offre migliori garanzie finanziarie, di esperienza di trasparenza e di correttezza, di lontananza dai controllori, dai loro parenti e dalle loro amicizie; quale altra legge ci vuole per sapere che tra un controllore ed un controllato, in qualsiasi ambito, non ci devono essere scambi di favori o denaro. Nessuna, non c’è bisogno di una legge che esprima principi nuovi; si possono inasprire le pene, forse semplificare i passaggi, ma la corruzione e la concussione sono già chiare di per se. Perlomeno al 99,99 % degli italiani penso.

E forse non è un caso se la maggioranza sul provvedimento Protezione Civile S.p.A., ha accondisceso al ritiro della costituzione della società che avrebbe dovuto gestire oltre un miliardo di opere pubbliche, senza controllo ordinario e con procedure d’emergenza anche per avvenimenti lontani nel tempo, e all'annullamento della costituzione dell’ignobile scudo penale per gli amministratori, dopo una settimana di nostro durissimo ostruzionismo; perché anche in aula, come nei capannelli in Transatlantico, percepivano che si stava portando avanti qualcosa contronatura che nessun italiano avrebbe capito. La privatizzazione di un’attività volontaria che gli italiani amano e rispettano. E la cui natura tale deve rimanere.

Sul finire della settimana, proprio mentre in Transatlantico si commenta ancora la marcia indietro del governo, si materializza l’arrivo di un altro importante provvedimento, quello sulle, anzi, contro, l’uso delle intercettazioni, con poche eccezioni. Poi è in arrivo il provvedimento Difesa S.p.A, e così via. Senza contare Processo Breve, Legittimo Impedimento, Lodo Costituzionale e via andando.

Questo è il Parlamento oggi, un arena piegata suo malgrado al disegno di una persona, alla sua agenda e alle sue priorità, lontano dal paese e dalle sue urgenze, lontano dagli operai sui tetti, lontano dai quartieri ghetto di Milano, lontano dalle ansie degli aquilani che vorrebbero riappropriarsi della propria città e che alle 3.30 della notte non ridevano nel letto. Come gli sciacalli al telefono.
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