Pd/ "Chi vince tra gli iscritti perde le primarie. Il 25 ottobre una grande sorpresa"
Leggo nell'intervista di Affaritaliani.it ad Andrea Orlando, mio fraterno amico ed esponente di spicco della mozione Bersani, per quanto riguarda il nostro congresso, chi vinge tra gli iscritti vince anche le primarie. Voglio esprimere un'opinione molto diverso. Questo percorso congressuale lo abbiamo scelto tutti insieme, quando Dalema Bersani e Orlando insieme a tutti noi anno approvato il nostro staturto sapevano che la scelta finale del segretario nazionale sarebbe scaturita dalle primarie fatta tra gli elettori.
E lo abbiamo tutti approvato, perché ci rendevamo conto allora e adesso, che un partito che aveva un numero di iscritti pari a circa 1 iscritto ogni 40 elettori era ed è un partito che si deve porre il problema di colmare questa distanza. Certo non possono essere solo le primarie a costituire un unico momento organizzato di vitra del partito, perché se cè qualcosa che è mancato in questi primi due anni è la costituzione di luoghi di discussione reale fra i nostri iscritti e pertanto è fondamentale che il sostro partito sia strutturato, in circoli, cittadini, federazioni provinciali e partiti regionali investendo su un sempre maggior radicamento nel territorio.
Ma senza mai sottovalutare il ruolo centrle che un partito moderno possono e devono avere gli elettori, anche quando si scegli un segretario nazionale o regionale. D'altra parte, e sono sicuro che Andrea sitia vivendo la stessa esperienza mia, dalle migliaia di iscritti che ho incontrato in queste settimane in Lombardia negli oltre 40 incontri a cui ho partecipato dall'inizio di aqgosto ad oggi, ho potuto verificare quante centinaia siano le persone che sono ivenute ad informarsi sui contenuti delle tre mosioni pur senza essere iscritti al partito. Per questo anche guardando il valore dell'affluenza ai congressidegli iscritti, che ruota fino adesso intornno al 38%, io ho fiducia che ilrisultato delle elezioni primarie del 25 ottobre darà un risultato anche profondamente diverso da quello della consultazione degli iscritti.
Mi è capitato l'altra sera a Treviglio in provincia di Bergamo di partecipare insieme a Piero Fassino ad una assemblea di presentazione, a cui hanno partecipato oltre 300 persone di una città che conta poco più di 200 iscritti, e in un'altra opccasione a Monza, città nella quale ho svolto due distinte iniziative, con una presenza complessiva di circa 400 persone mi sono stati preesentati i numeri che riguardano il partito democratico di quella città. In quella città ci sono 400 iscritti al PD, in 8000 hanno partecipato alle primarie del 14 ottobree in 24000 hanno votato Partito Democratico alle ultime elezioni.
Dunque un problema esiste, ed è quello di una struttura di partito per adesso troppo piccola rispetto alla propria oggettiva capacità di coinvolgimento degli elettori sia nel caso delle primarie sia nel caso delle elezioni politiche o amministrative.
Il Pd che io verrei deve saper tenere insieme iscritti elettori, responsabilizzando i primi e coinvolgendo i secondi, come due rami di un piccolo albero, se sapremo fare tutto questo avremo fatto un partito grande più vicino alla grandezza dei problemi che dobbiamo affrontare. Se invece torneremo indietro verso modelli di partito che abbiamo conosciuto nel passato, rischieremo di rimanere soli. Per questo penso proprio che le primarie del 25 ottobre saranno per tutti una grande sorpresa.



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