Ansia Pd: Rutelli & C. pronti a passare con Casini

Venerdì, 27 marzo 2009 - 12:26:00


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L’On. Pierluigi Mantini se ne va dal PD. Entra nell’UDC. Negli ultimi giorni avevo preso a chiamarlo con ironia, Pierferdinando Mantini, dato che spessissimo ormai, il suo voto in Aula corrispondeva a quello dell’UDC e non a quello del PD. Ma il problema non è la scelta personale, ci diciamo tra i banchi quando arriva la notizia, ognuno è libero di cambiare idea; ma se per caso tutta l’area vicina a Rutelli si stia organizzando per fare la stessa cosa. Se il Pd di Franceschini stia per perdere pezzi o pezzettini. Io penso che dipenderà dal risultato elettorale. La cosa che fa imbestialire i più però, è che con la legge elettorale vigente, ognuno di noi è stato scelto da una segreteria, e magari catapultato in un territorio, e che quindi visto che non siamo stati eletti facendo pesare le preferenze personalmente raccolte, ma per accordi complessivi, sarebbe più giusto dimettersi da Parlamentare, quando non si condivide più il profilo politico del Partito che ti ha fatto eleggere. “Che ti ha fatto eleggere”, non nel quale tu sei stato eletto in virtù di un tuo personale risultato elettorale.

Intanto gli azzurri e azzurrini, si preparano al congresso del “pensiero unico “ come direbbe il Presidente Fini e i capannelli in Transatlantico sono numerosissimi. E vedo baci e abbracci quando arriva in aula Berlusconi per il voto finale sul Federalismo, tutti che si alzano per farlo passare, meno Bossi, nessuno invece ha voglia di cedere il posto per far sedere Tremonti che arriva all’ultimo. Comincia la corsa dei “Delfini”?

In Transatlantico vedo Fini, La Russa e Ronchi, rilassati e scherzosi tra di loro. Comunque la si veda, loro hanno compiuto un percorso lungo e difficile, di modificazione culturale, di sdoganamento prima e di accreditamento istituzionale poi, in particolare Fini, che proprio con il congresso di fondazione del Pdl, dopo la fondazione del PD, sancisce la conclusione definitiva del lunghissimo Dopoguerra e della Prima e Seconda Repubblica. Noi avevamo pensato che avessero un partito di plastica, ma sbagliavamo, hanno un Partito vero, che a me non piace per niente, ma che parla agli italiani più di noi. Magari raccontando balle e illudendo; ma ha antenne più lunghe e parole più facili. Arriva un sondaggio di Ipsos del 18 marzo, che da il PDL al 37,5%, PD al 25,3% con Lega al 10,8 e Di Pietro al 9,7 e con Casini al 6,2. Più 5 o 6 punti delle formazioni più a sinistra. Per noi è un quadro sconsolante, di circa 9 punti inferiore alle Politiche. Ed è meglio di altri sondaggi.

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