Maggioranza in fibrillazione/ La cronaca e i retroscena dello scontro in Aula tra il governo e il presidente Fini
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Il pomeriggio era iniziato con la frase dura di Fini indirizzata al Governo, reo di aver buttato nel cestino giorni e giorni di lavoro comune in commissione bilancio, utilizzati per verificare la possibilità di emendare insieme la Finanziaria. Nessun ostruzionismo, nessuna valanga di emendamenti. Ma il Governo evidentemente ha problemi interni, problemi in Sicilia con l'MPA, scontento dei risultati per l’isola, problemi con la Lega su vari comparti tra cui Expo senza soldi e infrastrutture in ritardo, e allora arriva la richiesta del voto di fiducia, cioè taglio di ogni dibattito, eliminazione del ruolo dell’opposizione e di tutto il Parlamento, ma sentiamo cosa ne pensa il Presidente Fini:
“ A prescindere ovviamente da qualsiasi valutazione di merito sulla legge finanziaria che è stata presentata dal Governo (...) ritengo che quanto è accaduto - vale a dire, come è stato ricordato, che la Commissione bilancio abbia approvato senza alcun emendamento il testo che era stato presentato dal Governo - rappresenti un'anomalia rispetto alla prassi con cui la Camera dei deputati nel passato ha sempre esaminato la legge finanziaria che, come è a tutti noto, è certamente una legge di grande valore politico.
Si tratta di un'anomalia che, come i colleghi dell'opposizione del resto hanno messo in evidenza, non contrasta in alcun modo con i nostri Regolamenti né, men che meno, con il testo costituzionale, ma che pur tuttavia deve essere oggetto di valutazione, soprattutto perché, qualora sul testo che è stato approvato dal Consiglio dei ministri e che la Commissione bilancio ha approvato senza alcun emendamento il Governo addivenisse alla decisione di porre la questione di fiducia (decisione, ovviamente, del tutto legittima), ci troveremmo pur tuttavia in presenza di una situazione che non soltanto sarebbe anomala ma che, a mio modo di vedere, sarebbe politicamente deprecabile" (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania, di deputati del gruppo Popolo della Libertà e dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori).



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