E se il governo cade e poi si vota? Affari svela le cinque proposte del Pd
![]() Emanuele Fiano |
E se le polemiche interne di Fini e Finiani: “Fini chiede un congresso e attacca su unità nazionale e legalità, «valori fondanti che non possono essere messi ai voti». Bondi tira un sospirone e sorride a fatica: «Qui c’è un problema di fondo, che rischia di diventare un serio impedimento al partito unitario. La legge elettorale non è una questione dirimente, possiamo discuterne. E poi evocare sempre l’eresia, l’abiura, è sbagliato, non c’è bisogno. Bondi prosegue: «Non è la Lega che mette in discussione l’unità nazionale, sono le condizioni del Sud. Se marchi solo le differenze diventi un controcanto sterile, invece puoi dare un contributo al partito». A questo punto si è passati al «tu», ma Fini non è sollevato: «Sono più preoccupato di prima: mi confermi la sudditanza verso la Lega». Poi la sfida: «Quale Paese al mondo ha un sottosegretario del quale hanno chiesto l’arresto per gravi reati?». Riferimento a Nicola Cosentino. Bondi reagisce: «Un po’ di garbo, i dirigenti si difendono, si esprime solidarietà». Non per Fini: «Dobbiamo essere come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto». Affondo finale sulle critiche di Pietro Grasso (Bondi replica: «Ma non è il Vangelo») e su Brancher: «Non voglio che ci sia il sospetto che qualcuno si faccia nominare ministro per non andare in tribunale». Bondi: «Mi scoraggio, così avremmo avuto i comunisti al governo». Fini: «Ma che c’entra?» (Corriere della Sera 01 Luglio 2010)
E se l’aggravarsi della crisi economica con la probabile presentazione di una nuova manovra a ottobre portasse a difficoltà, aumento della disoccupazione, e proteste sociali che escono dal tradizionale bacino del centrosinistra (vedi le proteste unitarie e fortissime dei sindacati di polizia e dei Cocer dell’Esercito)
E se il difficile rapporto con gli amministratori locali di tutti i colori politici, subissati di tagli e spesso abbandonati a se stessi,
E se insomma la situazione precipitasse, COSA CHE IO NON CREDO, e si andasse a votare, noi del PD avremmo pronte subito 4 o 5 proposte forti per convincere gli italiani e per affrontare l’emergenza ? Vediamo, e decidete voi.
1) Primo punto riequilibrare il peso dei tagli da 24 miliardi in discussione, tra centro e periferia, dimezzando l’onere (13 miliardi) che graverà su regioni e comuni rispostandolo sui risparmi da fare al centro, a Roma: riaprendo il patto di stabilità dei comuni, il che permetterebbe ai Comuni virtuosi che hanno risorse accantonate che non possono utilizzare, di rimettere in circolazione denaro pubblico per appalti di opere locali; accorpando i 2 grandi enti previdenziali INPS e Inpdap, con notevolissimi effetti di risparmio; obbligando all’uso della ricetta elettronica nel campo della sanità per combattere sprechi ed abusi; riorganizzando la macchina periferica dello stato e dei ministeri che non viene toccata dalla manovra. Riaprendo la battaglia per la cancellazione di alcune provincie, a partire da quelle legate alle grandi aree metropolitane nazionali, dove la convivenza di grandi comuni e provincia è inadeguata e inefficiente e può confluire in un unico ente; dimezzando i parlamentari, con l’istituzione del Senato delle regioni, con rappresentanti dei consigli regionali
2) Secondo punto, fisco, riabbassare il carico fiscale che è cresciuto in questi due anni; innanzitutto riprendendo la battaglia contro l’evasione fiscale, cancellando dal nostro vocabolario la parola condono fiscale o edilizio o qualunque, garantendo che il 50% del recuperato andrà ai contribuenti onesti abbassando le aliquote; spostando il peso fiscale da imprese e famiglie alle rendite; ritornando a favorire le famiglie, con bonus fiscali e detrazioni di spesa per la cura di bambini e anziani innalzando le fasce di accessibilità reddituali, aumentando le detrazioni per i figli, innalzando la franchigia fiscale per le piccole imprese, eliminazione per le piccole imprese e i professionisti dalla base imponibile IRAP delle spese per il personale dipendente, ; tassando le rendite finanziarie, esclusi i bot, al 20 % ) abbassando contemporaneamente la tassazione sui conti correnti dal 27 al 23, prevedendo una sopratassa del 3% sui capitali rientrati con lo scudo fiscale; prevedendo nel campo della casa, la detrazione del 20% per l’affitto e la cedolare secca del 20% per i proprietari.
3) Terzo, Sviluppo, orientare gli incentivi allo sviluppo, totalmente mancanti nella manovra, verso giovani, ricerca, formazione, innovazione, lavoro femminile, economia verde, con manovre di detrazione, defiscalizzazione e incentivazione.
4) Risorse, come trovare nuove risorse ? sei proposte a costo zero, che valgono 10 miliardi di nuovi introiti: Carburanti; liberta’ di approvvigionamento dei gestori della rete acquirente unico per il commercio all’ingrosso per il contenimento dei prezzi, risparmio previsto 2 mld in tre anni. Farmaci, liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini, cioè quelli esclusi dal servizio sanitario nazionale. Professioni, modernizzazione e qualificazione degli ordini e sostegno all’accesso delle nuove generazioni. Banche, abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre commissioni analoghe nei conti correnti. Gas, separazione proprietaria rete trasporto; Obiettivo: creare maggiore concorrenza nel mercato e far diminuire il peso della bolletta del gas. E' possibile stimare, sulla base di quanto avvenuto anche nel mercato elettrico, che l'Impatto a regime della separazione proprietaria potrebbe consentire all'Italia di recuperare il differenziale con la media UE relativamente al prezzo all'Ingrosso del gas, con un risparmio pari circa 4 miliardi di euro. Imprese, avvio immediato attività produttive con autocertificazione.
Ovviamente su ognuna di queste proposte c’è un corrispettivo emendamento presentato o provvedimento analogo.
Quinto punto è per me la questione morale della politica, cioè unire la capacità e il coraggio delle riforme, alla capacità di ricreare comunità con gli italiani; se dovesse toccare a noi, con altri, mi auguro che noi, con i nostri comportamenti sapremmo recuperare perlomeno un po’ di quel terreno perso, tantissimo, nella credibilità della politica; vorrei tagli sostanziosi alle auto blu, ai privilegi inutili, durezza e disciplina contro coloro di noi che si dovessero macchiare di qualsiasi leggerezza, o abuso, o reato ipotizzato nelle loro vita o peggio ancora nell’esercizio del mandato istituzionale, vorrei un ritorno alle preferenze per selezionare sul campo la classe politica, vorrei poche feste e molto lavoro, vorrei che passassimo la gran parte del nostro tempo tra le persone e non in palazzi alti con l’aria condizionata. Non so se succederà, non so se presto, non so se gli italiani ci sceglierebbero, ma so che bisogna essere pronti e all’altezza e questo dipende solo da noi.
Emanuele Fiano
fiano_e@camera.it



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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