Belvedere/ A Verona pietre e marmo diventano flessibili. Magia? No, design

Lunedì, 15 giugno 2009 - 00:29:00

di Francesco Massoni

Presentato in anteprima alla Triennale di Milano, dove, nello spazio Material Connexion, è stato allestito un assaggio di quel che sarà, ‘Marmomacc Incontra il Design’ costituisce una delle principali attrazioni del programma culturale della 44ª edizione di Marmomacc, mostra internazionale di marmi, pietre, design e tecnologie, in programma a Verona dal 30 settembre al 3 ottobre 2009. L’evento, giunto quest’anno alla sua terza edizione, ha come obiettivo lo sviluppo di progetti realizzati con marmi e pietre, in collaborazione con un gruppo selezionato di aziende abbinate a designer e architetti noti a livello internazionale, chiamati a valorizzare il know-how tecnologico peculiare delle aziende partecipanti.


Progetto di Patricia Urquiola per Budri
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Da ‘La Leggerezza del Marmo’ nel 2007, una sfida alla gravità e alla natura della pietra, a ‘Pelle, Skin, Texture’ nel 2008, qualità tattili stupefacenti e aspetti visivi inaspettati, il tema proposto per il 2009 è ‘Hybrid and Flexible’. “Le chiavi di ricerca del nuovo tema – spiega Evelina Bazzo, curatrice dell’evento – sviluppano concetti di ibridazione, flessibilità, contaminazione, mutazione, metamorfosi, trasformazione. La volontà del progetto si fonda sulla contaminazione di materiali, di processi produttivi, di estetiche, e vuole considerare la mutazione e la metamorfosi di forme e stili e la trasfomazione dei processi culturali e creativi.


Progetto di Marco Piva per Lasa Marmo
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La trasversalità viene qui riconosciuta come uno dei veri momenti di sviluppo, in cui il design opera nuove sintesi tra processi lavorativi, tecnologia, linguaggi e comportamenti. Il tema della flessibilità si interseca inoltre, con il tema della sostenibilità in quanto garante di una condizione di più felice investimento delle risorse. La predisposizione a soluzioni tecnologiche e innovative, concorre a ridurre i costi delle opere di trasformazione”. Questo terzo appuntamento è sostenuto da tredici aziende leader nel settore e da quattordici designer e architetti, italiani e stranieri, accomunati da un impegno professionale e culturale di riconosciuto livello: Alberto Campo Baeza, Aldo Cibic, Craig Copeland e Turan Dada, Michele De Lucchi, Marco Fagioli ed Emanuel Gargano, James Irvine, Francesco Lucchese, Marco Piva, Marco Romanelli e Marta Laudani, Luca Scacchetti, Tobia Scarpa, Francesco Steccanella, Patricia Urquiola.


Progetto di Marco Romanelli e Marta Laudani per F.lli Mele
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“La qualità che il design è in grado di portare in questo settore trova riscontro nella cultura e nelle prerogative del territorio in cui si realizzano queste sperimentazioni. E i distretti italiani in cui si lavorano il marmo e la pietra sono un fecondo terreno di ricerca e d’applicazione per i nostri designer”, sottolinea in proposito Luisa Bocchietto, presidente dell’ADI, Associazione per il Disegno Industriale.

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