Vittorio Feltri ad Affaritaliani.it: "Dal bellissimo Dehor Trussardi al Baretto di via Senato con la sala fumatori. Ecco la mappa della mia Milano”
Giornali/ Libero Mercato non chiuderà Ristoranti, pub, locali, luoghi di cultura e di tendenza. Discoteche, ritrovi notturni, posti trendy. Di tutto questo e molto più si occupa Affaridisera, la nuova rubrica della nightlife milanese La Milano dell'assessore Terzi: dal Blue Note al... Affaridisera/ Da Biffi a Pizza Big, ecco i locali preferiti da Marco Santin della Gialappa's Band
Di Nicole Cavazzuti
Anche se è nato a Bergamo, dove tutt’oggi mantiene una casa in cui si rifugia nel fine settimana, Vittorio Feltri ormai si sente milanese d’adozione. “Oggi considero Milano la mia vera città: dopotutto ci ho sempre lavorato, prima alla Notte, poi al Corriere, poi ancora all’Europeo o al Giornale. Insomma: ho sempre vissuto qui, ad eccezione di un anno a Bologna, quando lavoravo al Resto del Carlino. E sono contento: Milano mi piace molto, non la cambierei con nessun’altra città italiana”, racconta ad Affaritaliani.it il direttore di Libero, che in questi giorni ritorna su Odeon tv con la trasmissione “Pensieri e Bamba”, dove commenta i fatti di cronaca e politica (il venerdì sera alle 20:45). Così, quando lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione del palinsesto di Odeon tv, non ci abbiamo pensato due volte a farci raccontare la sua Milano da vivere di giorno e di notte. Tra locali fashion e ristoranti classici.
Cominciamo dalla colazione: va al bar?
“Sì, tutti i giorni. E’ un’abitudine che ho da quando ero ragazzo. Frequento un bar vicino a casa mia, a due passi da piazza Duse, di cui però non ricordo né la via, né il nome, perché ci vado meccanicamente, senza nemmeno guardarmi in giro. Ci sono affezionato perché fanno il caffè come piace a me: cremoso e non acido”.
Niente brioche?
“Assolutamente no. Prendo solo il caffè”.
Dalla colazione al pranzo: quali sono i suoi ristoranti di riferimento?
“Se sono da solo vado quasi sempre al Dehor in cristallo del Trussardi Caffè, affacciato su Piazzetta Ferrari, che ha la cucina aperta durante tutto l’arco della giornata, dal breakfast fino al dopocena. Se ho ospiti qualche volta mi reco al ristorante sopra il Dehor Trussardi, con un ambiente perfetto per i colloqui riservati, grazie ai tavoli ben distanziati, oppure al Baretto, in via Senato, che è attrezzato con una sala fumatori con aspiratori che funzionano perfettamente. Un esempio che dovrebbero essere altri locali, secondo me”.
E di sera quali ristoranti frequenta?
“Finendo sempre tardi di lavorare in genere per cena vado Dal Bolognese, in piazza Repubblica, a cinque minuti dalla redazione di Libero”.
Non mangia mai da “Rosy e Gabriele”, il ristorante amato dalla redazione di Libero?
“No, non lo conosco neppure. Sarà perché ci va la redazione di Libero, il che significa che è mal frequentato!”. –Ride.
Per ora mi ha parlato solo di ristoranti italiani. Non le piace la cucina etnica?
“No. E soprattutto non mi piace il giapponese, con tutto quel pesce crudo. Che già non lo amo cotto, il pesce…”.
Preferisce la carne?
“Nemmeno. Sono un uomo da primi piatti o da stuzzichini, più che altro”.
Per concludere: dopo cena dove la si trova?
“Raramente al cinema, spesso a casa e qualche volta alla Scala”.



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