Affaridisera/ Le notti milanesi di Diego Abatantuono? “Aperitivo, cena e concerti dal vivo alla trattoria del mio amico Arlati. Ma che bei tempi quando c’erano il Derby e il Capolinea…”
Ristoranti, pub, locali, luoghi di cultura e di tendenza. Discoteche, ritrovi notturni, posti trendy. Di tutto questo e molto più si occupa Affaridisera, la nuova rubrica della nightlife milanese
di Nicole Cavazzuti
In attesa di approdare al cinema con “Gli amici del Bar Margherita” pellicola sui vizi e virtù degli avventori del bar diretta da Pupi Avati e nelle sale il 3 aprile, Diego Abatantuono è davvero ovunque. Al cinema, in tv e sul palco. Non solo è tra i protagonisti del film di Enrico Oldoini “I mostri oggi” , ma è anche spalla fissa di Pierino nel Chiambretti Night, ospite di Controcampo e animatore di Colorado (è stato l'ospite straordinario dell'undicesima puntata). Nato a Milano da padre pugliese, dopo aver vissuto negli anni scorsi diverso tempo a Roma e Bologna, da qualche mese è tornato a risiedere nel capoluogo lombardo, “dove ho la mia base e la vita familiare”, racconta ad Affaritaliani.it. “Ovviamente vado a Roma vado spessissimo per lavoro e quando ho voglia di staccare la spina vado in campagna. Ho una casa a Lucca e un’altra sopra Riccione”.
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A Milano la serata comincia con l’aperitivo. Diego Abatantuono dove va in genere?
“Ormai esco poco, sono stato anni via da Milano e sono diventato un tradizionalista, spesso rimango in casa o vado a trovare amici. Quando mi capita di uscire vado quasi solo dal mio amico Mario Arlati, che è titolare della trattoria Arlati, in via Alberto Nota 47, dove bevo l’aperitivo, consumo la cena e poi suoniamo musica dal vivo”.
Che cucina propone la Trattoria Arlati?
“Piatti della tipica cucina milanese, come il risotto al salto o l’ossobuco e la cotoletta oltre a specialità del Nord Italia, come i tortelloni al gorgonzola o le lasagnotte al pesto o al pomodoro e basilico”.
E dopo cena, ci vuole consigliare qualche locale?
“Sono da troppo tempo fuori dai giochi per dare consigli sulla vita notturna milanese, davvero”.
Che ricordi ha della Milano notturna ai tempi della sua gioventù?
“Quando ero giovane frequentavo il Derby, il mitico locale di cabaret di via Monterosa. Ero lì quasi tutte le sere. C’era un fermento, una creatività incredibile. E poi si andava al Capolinea, Un classico: il jazz a Milano passava di qui”.



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