Roma/ Afghano squestrato da un kebabbaro. Liberato dalla Mobile

Martedì, 10 marzo 2009 - 15:37:00


Nel corso del pomeriggio di ieri, personale della squadra Mobile della Questura di Roma ha fatto irruzione all'interno di un esercizio commerciale della capitale dove era tenuto sotto sequestro un cittadino afghano. Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Roma, hanno permesso di identificare tutti gli appartenenti all'organizzazione responsabili del reato, di individuare il nascondiglio utilizzato e di liberare il sequestrato. Particolari saranno forniti in una conferenza che si terrÖ in Questura alle ore 12.00 odierne.

"Era in buone condizioni fisiche, un po' disidratato e sotto shock. Una volta portato in ospedale per accertamenti, comunque, ß stato dimesso quasi immediatamente. L'uomo ß stato rinchiuso per una settimana in una stanzetta del sottoscala del negozio di un metro per un metro e mezzo e, stando al suo racconto, sarebbe stato seviziato con delle scosse elettriche, anche se sul suo corpo non ci sono segni evidenti che provino l'accaduto". A parlare ß Luca Armani, dirigente della sezione criminalitÖ organizzata della squadra mobile della polizia di Stato, che nel corso di una conferenza stampa organizzata in questura ha spiegato i particolari della liberazione del cittadino afghano, avvenuta ieri sera a Trastevere, rapito da quattro cittadini turchi.

"L'uomo rapito - spiega ancora Armeni - un afghano di 34 anni che viveva in Germania, ß stato attirato in Italia con la falsa promessa di un lavoro presso la pizzeria-kebab di Trastevere. L'uomo ß partito in macchina da Dresda in compagnia di due amici il 2 marzo, e il 3 ha incontrato alla stazione Termini uno dei 4 rapitori. Portato a Trastevere l'uomo ß stato quindi aggredito, bloccato nel sottoscala del negozio e costretto a chiamare i due amici che lo attendevano fuori per dire loro 'sono stato rapito, vogliono 20mila euro per liberarmi'. Gli amici a quel punto sono scappati di nuovo in Germania e lå hanno allertato la famiglia dell'uomo e la polizia tedesca che a sua volta ha avvisato le autoritÖ italiane". "A quel punto - prosegue Armeni - abbiamo iniziato le indagini, coordinate dalla Dda diretta da Roberto Strappa, e attraverso intercettazioni telefoniche sul cellulare del rapito che veniva utilizzato per portare avanti la trattativa col fratello in Germania, siamo riusciti a liberare l'ostaggio e ad arrestare i 4 turchi con l'accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. I quattro arrestati, S.M. di 20 anni e di nazionalitÖ curda, S.M. di 29 anni, A.N. di 34 anni e proprietario del negozio e K. A. di 35 anni, erano tutti rifugiati politici nel nostro Paese e incensurati. Le autoritÖ tedesche ci hanno detto che il 20 curdo potrebbe essere vicino ad ambienti del Pkk, anche se ß tutto da verificare e i 4 non stavano svolgendo alcuna attivitÖ terroristica in Italia".

Per quanto riguarda il movente, ha spiegato ancora Armeni, "occorre fare una lunga premessa: l'uomo rapito sembra sia venuto a contatto con uno dei 4 rapitori, il 20enne curdo, anni fa, quando lavorava in una societÖ di costruzioni in Germania. L'afghano sembra avesse un conoscente in comune con il curdo che doveva a quest'ultimo dei soldi. Per ragioni ancora da appurare avrebbe quindi deciso di rifarsi sul cittadino afghano. Quest'ultimo faceva dei lavori di fortuna e non era di famiglia ricca per cui dobbiamo ancora capire bene il perchá sia stato scelto per chiedere un riscatto. A noi premeva soprattutto arrivare a liberarlo. Da adesso inizia tutto un nuovo filone di indagini".

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