Zingaretti chi?
E' l'uomo che tutte le madri vorrebbero come fidanzato per la propria figlia. Nelle foto di gruppo delle gite parrocchiali stava sempre alla destra del prete, con il sorriso stampato e l'espressione tra il lucido e l'estatico, a metà strada tra Forrest Gump e il faccione di una delle prime macchiette di Carlo Verdone: Mimmo che doveva prendere il pullman per andare a Ladispoli. Somiglia al maresciallo dell'Arma imponente, che quando pizzicava un minorenne a trafficare con i fili dell'accensione della "bianchina" gli assestava due ceffoni e lo rispediva a casa da papà.
E' il fratello del Montalbano televisivo, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma: più che un ente un UCAS come avrebbe detto Fantozzi: Ufficio Complicazioni Affari Semplici, sempre in procinto di essere cancellato ma immortale a ogni riforma.
A leggere la sua biografia ufficiale ravanando nella rete, si capisce che è un politico da sacrestia, o meglio da "botteghe oscure". Esordisce giovanissimo per non uscirne praticamente più. Ad essere cattivi proprio, si potrebbe dire, mai una giornata di lavoro a parte l'impegno di Palazzo. La "facies" insieme all'eloquio monocorde lo inserisce nella categoria dei buoni di diritto. Mai visto in una rissa televisiva o in una discussione accesa.
E' il membro del Partito Democratico pronto per essere candidato a ogni carica quando serve: futuro sindaco, presidente della regione, premier forse si vedrà. E' impegnato a rendere Roma wireless: piazze, biblioteche, luoghi di aggregazione diventano siti di navigazione internet gratuita. Peccato che le procedure di registrazione siano un po' macchinose, e gli utenti spesso protestano perchè le onde latitano. Quando meno te lo aspetti potresti ritrovartelo davanti alla porta di casa col sorriso gentile, per ripararti il router telefonico. Nelle pagine di un libro sarebbe "Bartleby lo scrivano", "una persona eminentemente cauta e fidata, che sbirciava l'ospite dal suo scranno al lume di candela e qualsiasi proposta quest'ultimo gli facesse rispondeva un malinconico: preferirei di no".
Anche noi.
Patrizio J. Macci


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