Zairo, il primo film che “si gioca”
Martedì, 30 novembre 2010 - 14:30:00
Di Tomas Puddu
Quante volte, guardando un film seduti sul divano di casa, ci siamo immedesimati con il protagonista? Chi non ha mai pensato di vivere la sceneggiatura in prima persona? Una volta c'erano i “libri-game”, oggi il cinema ne trae ispirazione e nasce così il “cine-game”.
![]() I protagonisti |
La spy-story di “Zairo” (già presente nella grande distribuzione home video al prezzo di 14,90 euro) rappresenta il nuovo formato di visione che fonde l'interattività del videogame al fascino del cinema. Guardando il film, lo spettatore assume potere decisionale all'interno della trama e con il semplice uso del telecomando, si trova a fare delle scelte che possono alterarne lo sviluppo; lo scopo è quello di immedesimarsi, indagare, fare le scelte giuste e portare a termine la missione. Affaritaliani ha provato in esclusiva il primo dvd (ne sono previsti 12), il quale risulta visibile su qualsiasi supporto: dal classico lettore dvd alle consolle; fa eccezione l' “Xbox360”. Decisamente interessante il progetto e l'idea è sicuramente accattivante, anche se il mancato uso di “check point” (il salvataggio nel mondo dei videogiochi) fa perdere di velocità alla trama: dopo una scelta sbagliata è capitato di ricominciare dal principio la visione del film. Il finale? Come scrisse Leonardo Sciascia, “a ciascuno il suo”.
“Zairo” (alias Massimiliano Farace, produttore e protagonista) è un poliziotto che fugge da un passato vissuto a stretto contatto con la mafia cinese e che si trova ad indagare su un traffico di clandestini e bambini in tutta Europa. Da marzo inizieranno le riprese del secondo episodio tra Bologna, Miami e Roma per un costo complessivo di produzione che si aggira attorno ai 900mila euro. In Italia, secondo il pensiero di Claudia Gerini (protagonista al femminile del secondo dvd) “manca il coraggio di credere in sé stessi, non c'è l'azzardo di investire nelle proprie idee, anche quando queste ultime sono ottime idee. Questo avviene perchè la posta in palio è troppo alta e chi vuol fare cinema non è tutelato; non basta fare mutui ai giovani talenti cinematografici italiani se poi non ci sono leggi giuste”. E prosegue: “Di Zairo mi ha stupita l'ambizioso progetto di legare la pellicola al mondo dei videogiochi, con cui tra l'altro, avevo già avuto contatti doppiando un personaggio di un game (Heavy Rain) per Playstation. Nel film di Farace invece, sono Asia: un personaggio molto diverso da quelli che in genere mi vengono offerti. La 'deceiving grace' (grazia ingannevole, titolo del secondo episodio) si riferisce a me. Sono una donna spietata, il deus ex machina a capo di un'organizzazione potentissima e ramificata. Un personaggio forte e allo stesso tempo molto divertente da interpretare, di quelli che fa Angelina Jolie”.
I tempi di ripresa sarebbero favorevoli ma il film non verrà presentato né a Cannes, né alla “Mostra di Venezia”, per la quale tra l'altro non ha ricevuto l'invito; concorrerà invece all'Orso d'Oro di Berlino. Tra i maggiori estimatori del progetto, a detta di Massimiliano Farace, c'è lo scrittore statunitense John Grisham, autentico maestro del giallo.



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