Zaccai sceglie Youtube per difendersi
Afferma di aver subito un "tremendo choc". Parla di una "selvaggia aggressione fisica", da parte dei viados, di cui porta addirittura "ancora le conseguenze per gli innumerevoli traumi ancora presenti su tutto il corpo". Alla fine ribadisce di essere completamente "estraneo" alla storia che lo ha investito e completamente distrutto. 
Pier Paolo Zaccai sceglie uno dei portali più utlizzati dagli utenti di Internet, YouTube, per difendersi dalle accuse che lo hanno travolto dopo lo scandalo per il festino a base di droga e trans al quale partecipò il 1 luglio scorso.
LE PRIME DICHIARAZIONI PUBBLICHE - Dura due minuti il filmato attraverso il quale il consigliere di Palazzo Valentini spiega che, solo ora, "trova la forza per reagire al tremendo shock subito, amplificato anche dallo spietato attacco mediatico contro la mia persona, colpita sia come uomo che come rappresentante della politica romana".
I RINGRAZIAMENTI - Zaccai passa poi a ringraziare la sua famiglia e gli esponenti del Pdl: "In questo delicato momento esistenziale, ringrazio la mia famiglia, che ha creduto e continua a credere in me, fiduciosa che, quanto prima, emergerà tutta la verità. Ringrazio il mio elettorato, che continua ad attestarmi la sua vicinanza, e, non ultime, tutte le persone che mi hanno espresso la loro solidarietà. Ringrazio anche gli esponenti del PDL che, intravedendo, a distanza di poche ore dai fatti, elementi contraddittori e di forte dubbio, hanno sempre manifestato, sia pure nelle forme private, tutta la loro vicinanza".
IL COMUNICATO - Il filmato è una sorta di comunicato 'parlato'. Scorrono le parole, ma il consigliere non appare mai. Di Zaccai... solo la voce. Al suo 'fido' avvocato Domenico Stamato, l'ex assessore alla Sicurezza del Municipio di Ostia dice di aver consegnato "fotografie e altri elementi di prova che confermeranno tutta la mia estraneità alle frequentazioni che mi sono state attribuite e al consumo di droga, che non ho mai confessato".
Nel video la prima uscita pubblica del consigliere comunale travolto dallo scandalo del festino



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