Vivere a Corso Francia con l'incubo alluvione: da 22 anni

LA DENUNCIA. Ventidue anni fa i lavori per la realizzazione della rampa Olimpica hanno condannato negozianti e abitanti e vivere sotto il manto stradale: duecento metri di strada dove fogne e caditoie invece di drenare la pioggia creano laghi profondi anche un metro. Il racconto dei residenti e l'inerzia del Comune. E per i risarcimenti del nubifragio di ottobre 2011, nulla è stato ancora fatto

Giovedì, 19 gennaio 2012 - 09:49:00


Corso Francia, da Italia '90 è emergenza alluvione. Portoni e negozi con i lavori dei Mondiali sono scesi sotto il livello stradale. Cinquanta-settanta centimetri, quanto basta per finire sott'acqua quando piove forte. Da 20 anni cinquanta famiglie e 10-15 negozi vivono sotto l’incubo. Danni, paura, rischio di crolli, scantinati sommersi. A volte, come lo scorso ottobre, la strada finisce sui telegiornali, su YuTube, sulle prime pagine. Immagini da brivido. Ma di interventi seri sulle caditoie, sul manto stradale, in Campidoglio non c’è neppure l’ombra.

Sono duecento metri di strada, di fronte ai grandi magazzini della Coin, all’incirca dal civico 127 al 175. Con i Mondiali di calcio, 1990, furono chiusi alcuni tombini, il livello stradale fu rialzato per facilitare il traffico verso la rampa dell’Olimpica. Ma il Comune si è dimenticato di chi ci abitava. E ci lavora.

"Basta mezz’ora di forte pioggia e l'acqua entra dappertutto"racconta ad Affaritaliani.it il titolare di Orto Tech, articoli ortopedici: "Solo l’anno scorso ho contato quattro allagamenti. Con l’ultimo alluvione di ottobre, l’acqua ha invaso il negozio, è salita a 40 cm, ho avuto danni per 40mila euro”.

Non va meglio ai residenti, come testimonia Carla, che abita in via Gabaglio, una mini-traversa di Corso Francia, fra i n 147 e 149: "Ultimamente con le piogge intense che si sono avute, più volte si è allagato tutto, tanto da richiedere l'intervento dei Vigili del fuoco. A ottobre anche via Gabaglio è finita sott’acqua, non era possibile transitare né a piedi né in auto”.

corso francia 2


"Sono qui da 10 anni.Ogni volta che piove, sistematicamente di fronte al negozio si forma come una laguna”, raccontaMassimo Di Bartolomei, In&Out, arredamenti, civico 127: “Dopo aver subito 2-3 nubifragi piuttosto forti, ci siamo attrezzati con pannelli metallici, guarnizioni in neoprene. L'ultima volta, però, l'acqua ha fatto esplodere le vetrine, è entrata dentro, è salita quasi a 1 metro". E i danni? "Ce li paghiamo da soli. L’assicurazione dovrebbe coprirli, ma dice che non paga gli incidenti dovuti a rigurgiti fognari. Forse spunteremo il risarcimento per la merce, ma di sicuro non per il negozio”. A quanto ammontano? “A parecchie centinaia di migliaia di euro. Tutti qui sono nelle mie stesse condizioni. La fognatura non ha portata sufficiente, non è casuale che si allaga sempre tutto. E’ successo 8-10 volte”.

I danni, insomma, non sarebbero causati dal temporale ma dai tombini, dalle caditoie. L'acqua non va giu. Lo dicono le assicurazioni. Ne è convinto anche Aldo D’Errico, mobili per cucine, civico 157 di Corso Francia: “Non ho mai visto fare lavori di manutenzione alle fogne o pulizia dei tombini - dice - il Comune per noi non ha mai fatto niente". Conciso e chiaro.

Ma a proposito... i danni del nubifragio di ottobre, a Roma, quello che ha fatto il giro del mondo, chi li paga? Tre mesi dopo l’iter dei risarcimenti è ancora lungo e tortuoso. E soprattutto oscuro. Le assicurazioni, abbiamo visto, scuotono la testa. E la Regione? La giunta Polverini  ha approvato la dichiarazione di "stato di calamità naturale per Roma Capitale”.Ma la presidentissima del Lazio per queste cose, si sa, prima di cacciare fuori un centesimo.... Con il provvedimento, si legge, “si richiede alla presidenza del Consiglio dei ministri il riconoscimento dello stato d’emergenza e l'adozione di interventi e risorse straordinarie". Insomma, i quattrini dovrebbe metterli Monti. Di questi tempi, più facile vincere un terno al lotto.

L'ultima domanda è al Comune di Roma. Che fine ha fatto il famoso piano caditoie da 2 milioni di euro presentato il 22 settembre 2009 alla stampa dal sindaco Alemanno? Se lo chiedono in tanti. Ma è un capitolo su cui torneremo a parte. E presto.

Marcello Viaggio



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