Cinque imprenditori arrestati. Le accuse: bancarotta e riciclaggio
Cinque uomini ai vertici di un importante gruppo attivo nel settore immobiliare, industriale e finanziario, arrestati. Ventisei capi d’accusa contro di loro, tra cui bancarotta fraudolenta e riciclaggio
I finanzieri del nucleo di polizia valutaria, coordinati dai magistrati del gruppo reati contro l'economia della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito 5 misure cautelari personali, emesse dal Gip di Roma, nei confronti dei vertici di un gruppo imprenditoriale attivo nel settore industriale, finanziario ed immobiliare, facente capo ad un imprenditore perugino.
In corso anche sequestri di beni immobili, per più di venti milioni di euro, di conti correnti e depositi bancari ubicati presso 28 istituti e di quote societarie riconducibili agli indagati in tutto il territorio nazionale. I reati contestati agli indagati, che raggiungono quota ventisei, sono quelli di bancarotta fraudolenta, trasferimento fraudolento di valori e di riciclaggio.
Il caso inizia lo scorso 22 marzo, quando il Tribunale di Casale Monferrato (Alessandria) dichiara il fallimento di una azienda produttrice di impianti di refrigerazione di livello nazionale, che fino al 2007 contava più di mille dipendenti. Neppure un mese dopo, il 18 aprile 2011, il Tribunale di Roma dichiarava il fallimento della holding che era al vertice della catena di controllo, dal momento che erano state accertate distrazioni per oltre 50 milioni di euro.


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