“Veltroni, la pazienza è finita”, il j'accuse della consigliera Monica Cirinna

Mercoledì, 22 settembre 2010 - 18:39:00

 

Walter Veltroni
Walter Veltroni

Di Fabio Carosi

Caro Walter ti scrivo. Inizia così la lettera “siluro” contro mr Veltroni firmata dalla consigliera comunale Monica Cirinna, un tempo ambientalista, da sempre animalista e confluita nel Pd insieme al suo compagno Esterino Montino ora capogruppo Pd alla Regione Lazio e pure reggente di Marrazzo post scandalo. Insomma, una famiglia “costruita” a sinistra e che ora si ribella – politicamente - all'ex amico di sempre Walter Veltroni.

"NON CI SERVE UN UOMO SOLO AL COMANDO" - E proprio “Caro Walter” è l'incipit di uno sfogo che suona come un'accusa pesantissima al ruolo che l'ex sindaco ed ex segretario del Pd si è ricavato negli ultimi giorni, una volta salito alla guida dei 75 che chiedono una svolta nella gestione Bersani. La lettera, che Affaritaliani anticipa in esclusiva, è pesantissima e giunge a 24 ore dalla riunione della direzione nazionale del partito: “Nel PD non abbiamo bisogno di un “uomo solo al comando”, come sei stato tu da Sindaco, ma di un gruppo dirigente coeso che, pur con passaggi interni difficili, guidi in modo unitario il partito alla ricerca del consenso popolare e alla vittoria elettorale – scrive la Cirinnà sul suo sito monicarinna.it, e prosegue - sono anche tanto stanca di sentir parlare da troppo tempo di società civile: ci sono centinaia di giovani e bravi amministratori locali, lavoratori veri, stimati e conosciuti sui territori, che non riescono a crescere né nel partito né nelle istituzioni”.

"DIRIGENTI PD INAMOVIBILI" - La critica assume toni feroci: “Tutti i dirigenti, te compreso, sono inamovibili; c’è sempre qualcuno della “società civile” che scegliete e piazzate, per poi ricavarne un nulla di fatto ( potrei fare una lunga lista cominciando da Massimo Calearo, l’imprenditore veneto eletto nelle nostre liste e in procinto di passare con Berlusconi…). Mi domando: noi che siamo in politica da tempo, cosa abbiamo di <incivile>, per essere contrapposti alla <società civile?>".

"HAI LASCIATO ROMA ALLA DESTRA" - Pensando al futuro, la Cirinna approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Dopo sette anni da Sindaco, hai lasciato Roma e i romani alla destra, nel ridicolo tentativo di riconsegnarla a Rutelli, candidatura sbagliata, frutto della solita logica dei ben noti veti incrociati (tu non volevi Zingaretti e l’area Margherita non voleva Gasbarra), volti ad ostacolare ogni possibile rinnovamento. Per diventare candidato premier hai vinto le primarie, ma dopo aver perso le elezioni politiche sei rimasto saldamente al tuo posto, pur avendo detto che avresti chiuso con la politica per dedicarti alla scrittura e all’Africa. E poi, di fronte alla durezza della complessità delle grandi responsabilità politiche, ancora una volta hai deciso di sbattere la porta e andartene”.

"TU COME D'ALEMA" - Quindi la resa dei conti: “Ora leggo le tue parole e mi sembra che tu stia rendendo a Bersani quello che parte del gruppo dirigente del PD ha fatto a te quando eri segretario e le tue parole “oggi non ho incarichi, non li ho chiesti, non mi sono stati proposti” sono quelle di D’Alema quando tu eri segretario. Uso ancora le tue parole: smettetela tu e i 75 di “mettere in giro veleni inutili”; proprio tu padre del “buonismo” in politica non hai affatto porto l’altra guancia ma hai reso a Bersani i calci negli stinchi che avevi ricevuto da segretario e dei quali ti lamentavi. Nella tua lettera agli italiani parli della “continuità gattopardesca” nella storia politica italiana, ma tale continuità esiste purtroppo anche nel Pd ancora “campo di battaglia” tra ex Pci ed ex Dc: dobbiamo essere proprio noi per primi a sconfiggerla al nostro interno, e mi sorprende che proprio tu, acerrimo nemico delle correnti di partito, ne sei ora artefice e promotore”.

"LA PAZIENZA E' FINITA" - La lettera si conclude con un chiarimento: “Non pensare che dietro questa mia lettera ci sia chissà quale gruppo o fronda , se non altro perché dopo 15 anni di Campidoglio in questo mandato, per me il quinto, sono l’unica eletta del Pd a Roma, pur non appartenendo ad aree e correnti. Rifletti su questo e su ciò che ti ho scritto, per una volta senza superiorità e tatticismi. Perché la pazienza è finita!”.

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