Velletri, caos in tribunale scazzottata tra parenti in aula
E' finita con dieci fermi da parte dei carabinieri una rissa scoppiata al palazzo di giustizia, che già due mesi era stato teatro di un'altra grave aggressione. La storia si ripete. I parenti della vittima di un'aggressione e i familiari dell'imputato se le sono date di santa ragione
di Laura Pesino
La storia si ripete. Incredibile ma vero. Seccede al tribunale di Velletri, dove i parenti di vittime e imputati, evidentemente, sono più agguerriti che altrove. E dove la paziente attesa di un verdetto e il rispetto della giustizia non sono più di casa.
Così accade che i familiari delle due parti si fronteggino a suon di parolacce e insulti, scatenando in pochi minuti l'inferno davanti all'aula dibattimentale del palazzo di giustizia. Meno di due mesi fa è accaduto in un processo per stupro. Ora si replica per un'aggressione consumata ad Anzio.

Processo per direttissima a porte chiuse. Ma i parenti delle due parti, vittima e imputato, affollano il corridoio in attesa del verdetto. Una parola tira l'altra, arrivano gli insulti reciproci e in pochi minuti si passa alla mani.
La rissa scoppia davanti alla porta, a pochi passi da giudici e forze dell'ordine. E il tribunale, dopo le devastazioni di novembre, si ritrova a fronteggiare le intemperanze del pubblico.
Per sedare gli animi anche questa volta si ricorre all'intervento dei carabinieri della compagnia di Velletri. Il risultato è di dieci persone fermate e un'indagine dei militari per verificare il ruolo di ciascuno nella rissa.
A novembre, in un processo per lo stupro di una minorenne, la furia dei parenti delle due fazioni è costata un'aggressione ai giudici del collegio e alle forze dell'ordine. Alla lettura della sentenza di condanna i familiari degli imputati si sono scagliati contro i magistrati e i carabinieri, lasciando un'aula devastata.
La giustizia a Velletri è materia complessa-


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