Urla e spintoni ai funerali delle vittime del delitto di Torpignattara
Dopo la tumulazione di padre e figlia uccisi a Torpignattara, il corteo si conclude con un giallo in via Giovagnoli dove sono dovuti intervenire i carabinieri per separare alcuni familiari. Durante la cerimonia raccolte le firme per chiedere giustizia
Urla e spintoni sono stati il tragico epilogo del corteo che ha seguito i funerali di Zhou Zheng e della piccola Joy, il commerciante cinese e la sua bimba uccisi lo scorso 4 gennaio a Tor Pignattara.

Il Corteo era partito dal Verano. Nel cimitero monumentale di Roma si è svolto, infatti, il rito funebre civile, durante il quale è stata avviata anche una raccolta firme “per chiedere giustizia”. Erano presenti amici, parenti e istituzioni, tra cui la vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, per esprimere “la massima vicinanza alla famiglia e alla comunità cinese che vive una perdita irrimediabile”. Dopo la cerimonia il corteo, secondo i programmi, si è avviato verso Torpignattara: "Li porteremo per l'ultima volta dove abitavano", ha detto uno degli amici della vittima. Ma arrivato in Via Giovannoli, dove si trova la casa di Zhou Zheng e Joy, il corteo è stato sconvolto dalle urla e dagli spintoni tra gli stessi familiari delle vittime, che si sono calmati solo all'arrivo dei Carabinieri. Così Lia, la mamma di Joey, e i suoi cari hanno potuto riprendere il cammino verso il Verano per la sepoltura.
I motivi della lite sono ancora sconosciuti ma sicuramente insignificanti di fronte al dolore di Lia, che al Vicesindaco poco prima aveva chiesto: “Mi hanno distrutto la famiglia che vivo a fare?”. Non ha resistito alla forza dell'emozione nel vedere la bara bianca, la mamma di Joey: si è buttata nel carro funebre per abbracciare la bimba ed è stata portata via a forza dai sanitari del 118.


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