Uil, bordate su Renata. Scardaone denuncia: "Solo spot"

ESCLUSIVO. Il segretario generale del sindacato, sceglie Affaritaliani.it per denunciare l'inconsistenza delle politiche della presidente Polverini “Ogni tanto annuncia qualcosa di eclatante, tappezza i muri di manifesti. Ma è una politica di soli annunci. Di concreto non c’è niente”.


E sul sindaco Alemanno e l'emergenza neve: “Il sindaco è rimasto solo... ha vinto le elezioni, ma non aveva una squadra pronta a gestire la città. E gli assessori sono illustri sconosciuti”

Lunedì, 13 febbraio 2012 - 10:15:00

Tutti insieme contro, appassionatamente. Sindacati da una parte, Polverini dall’altra. Come su un ring. Il feeling, se mai c’è stato, è finito da un pezzo.
“Renata? Contro la crisi va avanti a colpi di spot, ma la gente si è stufata”, spiega ad affaritaliani.it Luigi Scardaone segretario generale della Uil di Roma e del Lazio. Che fa una battuta al vetriolo anche su Alemanno. O meglio sulla sua squadra, sui fedelissimi: “In questo momento il sindaco è solo. Tutti pronti a fare la riverenza, ma al momento del bisogno si dileguano. Gli assessori? Alcuni erano degli illustri sconosciuti. E i risultati si vedono”.

Ma veniamo alla Regione. Nel Lazio la crisi picchia sul serio. La Polverini, che viene dalle fila sindacali, dovrebbe essere dalla parte dei lavoratori. Ma i fatti dicono esattamente il contrario. Già a novembre si erano radunati in centinaia - precari, cassintegrati, disoccupati - sotto le bandiere di Cgil, Cisl, Uil davanti alle finestre della Regione: “Basta con gli sprechi, basta con l’inerzia della giunta Polverini”. A dicembre, dalle tre sigle sindacali ancora parole di fuoco: "Polverini e la sua giunta, in un momento di crisi, stanziano fondi per i vitalizi degli assessori e al contempo tagliano i finanziamenti al sociale, non affrontano il tema del fisco, della corruzione, del lavoro”. A gennaio nuove accuse di Cgil, Cisl, Uil, ancora più sferzanti: “La Polverini è forte con i deboli, debole con i forti, come ad esempio i grandi gruppi che fanno capo al San Raffaele”.

Polverini



E ora, a febbraio? Il clima se possibile è ancora peggiorato. La disoccupazione giovanile nel Lazio, dati della Cgia di Mestre, nel 2011 è salita al 42, 5%. Secondo Unindustria, entro marzo nelle aziende perderanno il posto 7.500 lavoratori. Poi, c’è il precariato. Nel Lazio tocca 350mila lavoratori, il 15% degli occupati, un record in Italia.

Scardaone, sono numeri da paura, il Lazio si avvia verso la povertà? Vedremo sempre più gente agli angoli delle strade con la mano tesa?

“Il quadro è pessimo. La cassa integrazione è raddoppiata. È passata dalle 4.158.583 ore di novembre 2011 alle 8.770.115 di dicembre 2011, con un incremento del 111% in un solo mese. E’ una situazione di estremo disagio. Occorrono interventi rapidi per l’economia regionale”.

Quali sono i comparti più in crisi?

“Il piccolo commercio, l’artigianato e il terziario. In quest’ultimo settore la cig è passata da 7.304.056 ore nel 2010 a 13.078.478 nel 2011, raddoppiando in un solo anno. Un bruttissimo segnale per un territorio come il Lazio a forte vocazione terziaria”.

E la Polverini?

“Ogni tanto annuncia qualcosa di eclatante, tappezza i muri di manifesti. Ma è una politica di soli annunci. Di concreto non c’è niente. La gente si è stufata di essere presa in giro. In via Cristoforo Colombo, questa la verità, non si sta facendo nulla per il rilancio dell’economia regionale. Si va avanti solo a colpi di spot”.

Però il Lazio è anche la Regione dove chiudono sette imprese ogni giorno. Nel 2011 i procedimenti fallimentari avviati nei tribunali della regione sono stati 5.376, circa 15 al giorno, + 28, 2% rispetto al 2010...

“Molte imprese sono in ginocchio, va detto, perché è proprio la pubblica amministrazione, - lo Stato, la Regione, ... - a non pagare. Fatture, rimborsi, arretrati, eccetera. Ci sono aziende che vantano milioni di credito dalla Regione e stanno facendo mobilità con i lavoratori. Sono in sofferenza, non possono fare stoccaggio delle merci o altro, possono fare solo quello. La Provincia di Roma paga abbastanza regolarmente, fra i 90 e i 120 giorni. La Regione invece non sta pagando nulla”.

Anche la Tiburtina Valley è in crisi, la Technicolor una settimana fa ha mandato a casa 85 lavoratori......

“Il quadro è drammatico. Secondo i calcoli del nostro Centro studi, nei prossimi 2-3 mesi a Roma, se le cose non cambiano, ci saranno 30-40mila disoccupati in più. Anche l’Estate romana, per dire, era solo una cosa folcloristica, d’accordo. Ma al suo posto non è venuto nulla. Eppure il turismo contribuisce per oltre il 30% alla creazione del Pil regionale e romano.

Poi c’è la sanità....”. Dalla padella alla brace. Dica.

“La sanità pubblica è nelle condizioni che tutti sappiamo. Ma anche quella privata non se la passa meglio. Molte convenzioni non vengono rinnovate, si taglia sui tetti delle prestazioni. In questi giorni, ci segnalano i nostri rappresentanti sindacali, sono finiti in mobilità perfino i dipendenti di grandi gruppi  sanità come Bios, Artemisia, ecc”.

E i costi della politica? Come Uil avete contato nel Lazio oltre 24mila incarichi conferiti dalle pubbliche amministrazioni, con impegni di spesa per oltre 263 milioni....

“Guardi, la Polverini prima di Natale ci ha convocato con gli altri sindacati nel suo studio. Come sempre quando è in difficoltà. Doveva andare in aula il provvedimento famoso, quello sui vitalizi. L’abbiamo messa in guardia sui costi, gli assessori esterni, tutto. Contano anche i messaggi simbolici, le abbiamo detto. E lei: state tranquilli, il messaggio lo darò. Poi invece alla Pisana il provvedimento è passato. L’abbiamo chiamata. “Il consiglio è sovrano” ci ha risposto”.

Per concludere, una domanda sul piano-neve del Comune. Che ne pensa della vicenda, delle polemiche?

“Guardi, io non ho mai gettato la croce su Alemanno. Il sindaco, a un certo punto, è rimasto solo. Tutti pronti a fare la riverenza, poi al momento del bisogno si dileguano”. Dice? “Succede anche a me come segretario della Uil, di ritrovarmi a volte solo”.

In Comune capita spesso, però.

“Il fatto è che se a dirigere le aziende capitoline metti persone per clientela politica e non per competenza, se non costruisci un vero management, il risultato è lo sfascio. Alemanno ha vinto le elezioni, ma non aveva una squadra pronta a gestire la città. Ha messo su una squadra in gran parte raffazzonata, costruita col bilancino delle correnti. Alcuni assessori da lui nominati erano degli illustri sconosciuti. I risultati si vedono”.

Marcello Viaggio



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